SALUTE. Circoncisione, firmato il Protocollo d’Intesa tra Ministero e FIMP

Spinti dai recenti casi di decessi avvenuti a seguito di circoncisioni rituali praticate al fuori di strutture sanitarie, in maniera non idonea e clandestina, il Ministero del Lavoro della Salute e delle Politiche Sociali e la Federazione Italiana dei Medici Pediatri (FIMP) hanno oggi sottoscritto un Protocollo d’intesa per una maggiore tutela della salute dell’infanzia rispetto a tale pratica. L’accordo prevede un monitoraggio del fenomeno attraverso una adeguata informazione da svolgersi nei punti nascita, negli ambulatori dei pediatri ed in ogni altra struttura interessata con la promozione di campagne di comunicazione e counselling alle famiglie che manifestino una propensione per l’intervento.

La legislazione, supportata dall’autorevole parere già espresso dal Comitato Nazionale di Bioetica, prevede già la possibilità di eseguire in ambiente ospedaliero o ambulatoriale anche la circoncisione rituale, ma il Protocollo d’Intesa, vuol attuare un percorso comune, aperto al contributo di tutte le Società scientifiche o Associazioni professionali che operano nel campo della Pediatria, della Ginecologia e Ostetricia e della Neonatologia, che impegni i professionisti e in particolare i Pediatri di Famiglia:

  1. ad informarsi sull’orientamento religioso della famiglia del neonato, o del bambino, e sulla possibile intenzione di voler accedere alla pratica della circoncisione;
  2. ad informare la famiglia sulle implicazioni e le possibili complicanze medico chirurgiche che la circoncisione comporta e sconsigliare in maniera preventiva il ricorso a pratiche al di fuori dall’ambiente sanitario;
  3. in caso di espressione di netta volontà da parte dei genitori di procedere all’effettuazione dell’intervento, indirizzare la famiglia verso il centro di riferimento utilizzando tutti i mezzi possibili per favorire l’accessibilità alle strutture sanitarie.

In Italia non è prevista l’assistenza da parte del Sistema Sanitario Nazionale per coloro che vogliano sottoporsi alla circoncisione per motivi rituali; ciò comporta il ricorso a pratiche incongrue in strutture non preparate, da un punto di vista tecnico, alla corretta esecuzione dell’intervento, e incapaci di far fronte a complicanze anche abbastanza banali. I chirurghi pediatri sono spesso chiamati a correggere, spesso in condizioni di urgenza, gli esiti di tali pratiche; in questi casi il SSN, si trova a coprire costi di degenze considerevolmente superiori rispetto a quelli sostenuti per un intervento eseguito in DS secondo procedure idonee ed in tempi corretti. Sarebbe pertanto auspicabile prevedere la gratuità dell’intervento di circoncisione anche per motivazioni rituali, o quanto meno dietro pagamento di un modesto ticket, tale da non disincentivare un’utenza per la maggior parte di limitate disponibilità economiche.

"Non vogliamo, quindi, giudicare la pratica della circoncisione (rispettosi della storia, che raccontiamo nel passaggio seguente) – si legge in una nota della FIMP – ma indirizzare il trattamento alle Strutture del S.S.N. per la sicurezza e dignità di tutti i bambini".

 

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