SALUTE. Cittadinanzattiva-Tdm ha presentato la Prima Raccomandazione sul dolore cronico

Oggi Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato ha presentato la Prima Raccomandazione civica sul dolore cronico non oncologico realizzata in collaborazione con FEDERDOLORE, FIMMG, SIAARTI e SIMG e con il sostegno di Medtronic. Tra le sollecitazioni ad Istituzioni ed operatori sanitari messe a punto dall’associazione ci sono: revisionare i livelli essenziali di assistenza garantendo gratuità ed accessibilità per la diagnosi e la terapia per il controllo del dolore cronico non oncologico; identificare la rete nazionale della medicina del dolore, inserire a livello obbligatorio un esame di medicina del dolore nei corsi di laurea per medici ed infermieri. Ma prima di tutto fare chiarezza a tutti i livelli perché il dolore cronico non oncologico, causato da diversi tipi di lesioni, traumi e malattie, tra cui l’artrite, e tutte le forme di danneggiamento del sistema nervoso, richiede un approccio sanitario riabilitativo verso il paziente che, grazie ai presidi attualmente disponibili ma non sempre accessibili, può ritornare ad una vita piena e attiva tenendo sotto controllo il proprio dolore. L’obiettivo della Raccomandazione – il cui testo integrale è disponibile sul sito di Cittadinanzattiva – è far sì che l’Italia faccia passi avanti nella lotta al dolore cronico e superi le principali criticità in particolare in relazione a: assetto.organizzativo strutturale dei servizi dedicati alla medicina del dolore; percorso formativo degli operatori sanitari; standard adeguati di informazione e comunicazione per i cittadini.

Il dolore cronico è per definizione un dolore che perdura oltre i 3-6 mesi e diventa una malattia nella malattia. Il 19% delle popolazione europea soffre di dolore cronico e, di questa, il 6% lamenta un dolore severo: è quanto emerge da uno dei principali studi europei sul tema, realizzato nel 2005 ("Pain in Europe 2005, www.paineurope.com), mediante sondaggi telefonici su un campione di 46mila cittadini di 16 paesi europei. Nell’ambito di questa indagine l’Italia, con una percentuale del 26%, si è collocata al terzo posto in Europa per numero di pazienti affetti da dolore cronico, preceduta solo da Norvegia (30%) e Polonia (27%).

 

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