SALUTE. Cittadinanzattiva: occorre dialogo e visione politica con il futuro Ministro della Salute

Un Ministro della Salute aperto al dialogo, attento alla partecipazione dei cittadini, con una visione equilibrata del federalismo e che non sia solo un tecnico: è l’identikit del prossimo Ministro della Salute tracciato da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato in un appello sottoscritto da diverse associazioni di malati cronici (Fand, Aimar, AIC, Parent Project, Associazione italiana pazienti BPCO).

"Le sfide sono grandi per tutti i paesi europei, ma nel nostro Paese dobbiamo fare i conti con inaccettabili disparità di trattamento nelle diverse regioni italiane. Per questa ragione facciamo un appello alla nuova maggioranza di Governo affinché promuova nella sanità un riequilibrio dei poteri tra Ministero della salute e Regioni, un potenziamento dei controlli sulla erogazione dei Livelli Essenziali di Assistenza, l’istituzione di in osservatorio sul federalismo, oltre che la valorizzazione delle esperienze regionali migliori – si legge nella nota di Cittadinanzattiva – Di fronte a questo scenario, le sfide per il prossimo Ministro della Salute sono rilevanti e prevalentemente di carattere politico. Per affrontarle tutte in modo serio servirebbe un Ministro che abbia capacità di mediazione politica e sia aperto al dialogo con tutti i soggetti, che abbia una concezione corretta ed equilibrata del federalismo, con la giusta distanza dalle cose, che promuova la partecipazione dei cittadini, risorsa del Servizio Sanitario, che abbia a cuore l’interesse dei cittadini, la centralità del paziente e la sussidiarietà; che, dunque, non sia solo un bravo tecnico. Da parte nostra, metteremo a disposizione del futuro Ministro della Salute un patrimonio prezioso: le segnalazioni dei cittadini che ogni giorno incontriamo e ascoltiamo e che offrono indicazioni utili per la migliore definizione delle politiche sanitarie".

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