SALUTE. Cittadinanzattiva scrive al Ministero per indicare perplessità su Patto 2010-2012

"Maggiori oneri a carico dei cittadini, nessun impegno per il contenimento delle liste di attesa, tagliato il Fondo per la non autosufficienza". Sono queste le principali criticità che Cittadinanzattiva ravvisa nel Patto per la Salute 2010-2012. L’Associazione ha inviato una nota al Ministero della Salute e alla Conferenza Stato-Regioni per spiegare le proprie perplessità sull’accordo che Stato e Regioni si apprestano a firmare il prossimo giovedì e indicare le proposte alternative.

Queste le criticità che segnala Cittadinanzattiva:

  • a rischio il Fondo di 400 milioni di euro per la non autosufficienza per il 2010 e l’incremento di 30 milioni di euro per il Fondo nazionale delle politiche sociali (artt. 1 e 9);
  • l’efficienza e l’appropriatezza dei servizi sanitari regionali (art. 2) sono valutate solo con criteri economici e nessun criterio collegabile alla capacità di contenere i tempi di attesa o di rispondere alla valutazione dei cittadini;
  • per le Regioni in squilibrio di bilancio (art. 5) è previsto, oltre all’aumento delle imposte IRAP e IRPEF, l’innalzamento delle tariffe delle prestazioni intramurarie e dei ticket sanitari, nonché la possibilità di ridurre la soglia di degenza in ospedale per la riabilitazione da 60 a 45 giorni, con pesanti conseguenze per i cittadini;
  • viene aumentato il numero di prestazioni che dovranno essere eseguite in ambulatorio, dunque dietro pagamento di ticket (art. 6 comma 5);
  • non è previsto il necessario aumento del tetto della spesa farmaceutica ospedaliera (art.8);
  • non è prevista la partecipazione delle organizzazione civiche negli organismi di monitoraggio (art. 3 comma 1 e 2);
  • non è stata ancora prevista la revisione dei Lea, ormai bloccata da molti mesi, con particolare riguardo alla revisione dell’elenco delle malattie rare, delle malattie croniche esentate dal pagamento del ticket, nonché del Nomenclatore tariffario dei presidi, delle protesi e degli ausili

"Sono tutti elementi che peseranno notevolmente sui cittadini. Per questo chiediamo che il Patto debba essere rivisto prevedendo, innanzitutto: il finanziamento del Fondo per la non autosufficienza, la revisione e finanziamento dei LEA, la diminuzione degli oneri a carico dei cittadini nonché forme costanti e strutturate di valutazione del gradimento dei servizi sanitari da parte dei cittadini", conclude l’Associazione.

 

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