SALUTE. Cittadinanzattiva su sangue infetto: i danneggiati rischiano di perdere indennizzo

I danneggiati da sangue infetto rischiano la progressiva riduzione del valore reale dell’indennizzo fino al suo annullamento, quale risultato dell’applicazione di una sentenza 2009 della Corte di Cassazione: la denuncia viene da Cittadinanzattiva, che ripercorre le ultime sentenze pronunciate a partire dal 2005, quando "la Corte aveva sempre affermato la rivalutabilità integrale al tasso di inflazione programmata Istat dell’indennizzo concesso ai danneggiati da "sangue infetto" previsto dalla legge n. 210/92". Un convincimento che cambia nel 2009, quando la Suprema Corte, prosegue l’associazione, ha ritenuto "non rivalutabile il complessivo indennizzo ma soltanto la voce assegno (art. 2, 1° comma, legge n. 210/92)". Quest’ultimo rappresenta però solo il 6% dell’indennizzo complessivo e la svalutazione monetaria ha già prodotto una perdita di valore dell’indennizzo di circa 200 euro mensili.

"Se venisse confermata questa interpretazione, – denuncia Cittadinanzattiva – nei prossimi anni l’importo continuerà a ridursi fino ad arrivare a una cifra dal valore reale davvero irrisorio. Ci auguriamo vivamente che la Cassazione possa tornare sui propri passi, confermando il precedente orientamento interpretativo, e che continua ad essere quello dominante anche nelle decisioni di molti Giudici in tutta Italia, l’unico che consideriamo realmente in grado di garantire un ristoro economico effettivo a questi soggetti che hanno contratto gravi patologie (HIV, HCV) a causa di vaccinazioni e trasfusioni da sangue infetto per mancati controlli del Ministero".

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