SALUTE. Commissione Difesa Vista e UNC: poca attenzione nell’acquisto degli occhiali da sole

Proteggere gli occhi attraverso l’occhiale da sole: un comportamento sempre più diffuso anche se un recente sondaggio effettuato dall’Istituto Piepoli per conto della Commissione Difesa Vista ha evidenziato alcuni atteggiamenti imprudenti nell’acquisto dell’occhiale. Il 33% degli intervistati non ritiene necessario acquistare occhiali da sole per proteggersi dai raggi UV, mettendo così inconsapevolmente a rischio la salute dei propri occhi. Il 25% dei giovani italiani tra 18 e 24 anni, soprattutto le donne, dichiara, inoltre, di avere acquistato negli ultimi due anni gli occhiali da sole al di fuori del canale specializzato affidandosi alla bancarella, all’ambulante o al cosiddetto vùcumprà, che affollano spiagge, località e città turistiche soprattutto l’estate. Ciò nonostante l’87% degli intervistati è consapevole che un occhiale da sole contraffatto possa causare danni agli occhi e che le lenti debbano essere acquistate solamente in canali specializzati.

L’acquisto al di fuori del canale specializzato, il più delle volte da venditori abusivi, spesso coincide con un occhiale che, a fronte di un prezzo popolare, non rispetta quelli che sono i requisiti minimi di sicurezza del prodotto, sia relativamente alla montatura, sia alle lenti: montature in metallo contenenti quantità di nichel maggiori rispetto al consentito o lenti che non proteggono dai raggi solari. Allo stesso tempo è facile che lo stesso occhiale sia anche contraffatto, nel marchio o nel modello, e che, ai possibili danni alla vista causati dalla mancanza dei requisiti di sicurezza, rappresenti anche un danno per l’economia.

Solo negli ultimi due anni in Italia sono stati sequestrati 1.700.000 paia di occhiali contraffatti, che è un dato esorbitante, ma allo stesso tempo contenuto se si pensa alla quantità di occhiali non a norma che rimane comunque sul mercato.

Un altro dato allarmante è che il 10,6% degli italiani tra 35 e 44 anni acquisterebbe sulle bancarelle un occhiale da sole per il proprio figlio (un dato che diventa il 12.8% per le sole donne in questa fascia d’età).

"L’indagine conferma ancora una volta che la suggestione di un prezzo stracciato pagato per occhiali da sole, che spesso poi non risultano essere a norma né proteggere dai raggi ultravioletti, diventando dannosi, prevale -specie tra i giovani – sulla consapevolezza di dove trovare la qualità – afferma Massimiliano Dona, Segretario Generale dell’ Unione Nazionale Consumatori – c’è un divario tra quello che sarebbe meglio fare, scegliere con cura da un ottico-optometrista specializzato, e quello che i giovani fanno. Spesso, il loro acquisto è dettato da superficialità che porta il giovane a comperare e indossare occhiali contraffatti e di pessima qualità al posto di un buon occhiale garantito e certificato".

Se l’idea di un occhiale da sole, magari un’imitazione di un modello alla moda delle griffe più famose, a prezzi da bancarella, può sembrare apparentemente un’occasione, i danni di un occhiale non a norma, possono essere davvero importanti: "Se gli occhiali non sono a norma, si possono determinare una serie di condizioni anomale – sottolinea la Professoressa Maria Antonietta Blasi, della Clinica Oculistica dell’Università dell’Aquila e consulente della Commissione Difesa Vista (CDV) – quali aberrazioni ottiche, con conseguente distorsione delle immagini, correzione asimmetrica di astigmatismi, effetti prismatici non dovuti".

Tutto questo si traduce in una riduzione anche grave della capacità visiva, a un’alterazione della percezione dei colori – situazione pericolosa soprattutto per chi guida – e si sottopone l’occhio all’esposizione ai raggi UV. Inoltre, i materiali della montatura, se non a norma, possono causare gravi forme di allergia: "Le montature degli occhiali devono essere costruite con materiali sicuri, testati e certificati – sottolinea il Dottor Massimo Trevisol, ottico optometrista, esperto del CDV (Commissione Difesa Vista) – altrimenti possono determinare gravi reazioni allergiche di vario tipo e disturbi che ne rendono impossibile l’utilizzo".

Constatare l’inadeguatezza di un occhiale da sole non a norma è il primo passo per proteggere la salute del consumatore; in primo luogo è necessario affidarsi solo a prodotti garantiti attraverso la verifica della certificazione e del foglietto illustrativo che ne stabilisce il corretto utilizzo e il grado di protezione, che deve essere allegato ad ogni occhiale di qualità.

"Il mercato italiano è ormai invaso da occhiali da sole non conformi alle normative vigenti e spesso contraffatti – afferma ancora Massimiliano Dona, Segretario Generale dell’ Unione Nazionale Consumatori – Dalla Cina arrivano, ad esempio, occhiali da sole con falsa marcatura CE, che il consumatore identifica come marchio di sicurezza. I caratteri sono diversi da quelli prescritti dalla Comunità Europea (secondo i cinesi la marcatura CE significa China Export), ma il consumatore pensa che si tratti di un prodotto conforme alla normativa"

 

 

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