SALUTE. Comune di Milano: vaccinazione anti-HPV estesa a ragazze tra i 13 e i 18 anni

In linea con il nuovo decreto sui livelli essenziali di assistenza (Lea) erogati dal Servizio sanitario nazionale, Palazzo Marino ha approvato oggi il progetto firmato dall’assessore alla Salute Giampaolo Landi di Chiavenna, che prevede di estendere la vaccinazione per le ragazze fra 13 e 18 anni il cui onere economico sarà interamente finanziato da un’operazione di sponsorizzazione (per 2.830.000 euro, secondo le prime stime), che consentirà di azzerare il costo del trattamento anti-HPV a carico delle famiglie. L’iniziativa verrà attivata in collaborazione con l’Assessorato alla Sanità della Regione Lombardia, che provvederà a finanziare gli interventi vaccinali per le adolescenti anche in presenza di possibili carenze di fondi regionali.

"Questo provvedimento – ha spiegato l’assessore Landi – ha un ruolo fondamentale nell’ambito della prevenzione dei tumori del collo dell’utero (o della cervice uterina), che rappresentano in Italia l’1,6% delle patologie tumorali femminili in costante diminuzione)".

Secondo i dati presentati dall’assessore su elaborazione del Ministero della Salute, ogni anno vengono diagnosticati circa 3500 nuovi casi che causano circa 1.000 decessi tra le donne colpite da questa neoplasia."Non possiamo rimanere indifferenti di fronte a questi dati – ha aggiunto Landi – a Milano abbiamo calcolato che nei prossimi due anni saranno effettuate circa 27mila vaccinazioni".

L’infezione da HPV, sessualmente trasmissibile, è ritenuta causa dell’insorgenza del 70% dei casi di cancro del collo dell’utero, una neoplasia che rappresenta la seconda causa di morte nelle donne giovani tra i 15 e i 44 anni, subito dopo il tumore al seno. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), si tratta del primo tumore provocato quasi totalmente da un’infezione dovuta a un agente patogeno (virus HPV). Secondo le informazioni scientifiche disponibili, il vaccino anti-HPV sarebbe sicuro, ben tollerato e in grado di prevenire nella quasi totalità dei casi l’insorgenza dell’infezione provocata dai due ceppi virali responsabili proprio di quel 70% di casi di questo tumore.

Questo programma, ha precisato l’assessore, non sostituisce in alcun modo, ma affianca, il programma di screening per la diagnosi precoce dei tumori della cervice uterina che rimane il principale intervento di prevenzione per tale patologia in tutta la popolazione femminile. "A sostegno, verrà avviata anche una campagna informativa per favorire anche un’educazione responsabile alla salute – ha continuato Landi – visto che si tratta di patologie sostenute da virus a trasmissione sessuale in una fascia di età particolarmente delicata come la pre-adolescenza e l’adolescenza".

Secondo l’assessore, dato il più precoce approccio all’atto sessuale delle nuove generazioni. è precisa responsabilità istituzionale, pubblica e politica offrire una più accurata e precisa informazione sui rischi che un "uso" superficiale del proprio corpo e uno stile di vita "incurante" di sé potrebbero comportare. "La proposta di vaccinazione anti HPV deve essere ‘fatta propria’ dalla giovane utenza che si vuole raggiungere. Anche le famiglie e in particolare le mamme devono essere coinvolte e rassicurate: si tratta di prevenzione sanitaria e non di una incentivazione a una liberalizzazione sessuale precoce", ha concluso l’assessore.

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