SALUTE. Cordone ombelicale, interrogazione senatori Poretti e Perduca su disincentivazione donazioni

Donare il cordone ombelicale è difficile per la scarsità dei punti di raccolta, le limitazioni di orario o di giorni, le caratteristiche sempre più selettive imposte dalle banche pubbliche. Secondo le notizie più recenti, nel 2009 le richieste di donazione altruistica del sangue del cordone ombelicale arrivate alle banche pubbliche italiane sono state 11 mila, di cui solo il 27% e’ stato stoccato perché rispondeva ai criteri richiesti. È quanto denuncia la senatrice Donatella Poretti, Radicali/Pd, segretaria commissione Igiene e Sanità, che insieme al senatore Marco Perduca ha presentato un’interrogazione al Ministero della Salute per avere chiarimenti sulla donazione. In Italia ci sono 18 banche pubbliche per la donazione ma è difficile donare.

"L’anno scorso – rileva Poretti – le conservazioni sono state 3.167, con percentuali, sul totale delle nascite, che vanno dall’1,3 della Lombardia allo 0,16 della Sicilia Nel contempo ogni anno crescono le autorizzazioni all’esportazione rilasciate dal Ministero della Salute, nonostante il Centro Nazionale Trapianti si adoperi per informare le persone della sostanziale inutilità di tale pratica. Nel 2009 le richieste di esportazione, visto il divieto nazionale di divieto di conservazione autologa, sono state 14.000, cioè di più di quelle conservate nelle banche italiane".

L’interrogazione intende dunque sapere, fra le altre cose, come sono stati spesi i 10 milioni di euro stanziati per il potenziamento delle donazioni e per la realizzazione della rete di biobanche; come si intende aumentare i centri di raccolta e l’orario per effettuare la donazione; come sono organizzate le banche pubbliche; quanti campioni sono stati conservati nel 2009 per ogni banca, quante richieste sono state rifiutate e per quali motivi; quante sono state le richieste di autorizzazione alla conservazione autologa in biobanche private pervenute al Centro Nazionale Trapianti e quante le autorizzazioni rilasciate dal Ministero della Salute all’esportazione.

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