SALUTE. Crisi economica, Censis: 18% italiani rinuncia a visite specialistiche

La crisi economica si riflette nelle scelte mediche degli italiani: quasi un quinto (18%) ha rinviato visite specialistiche private e cure odontoiatriche per motivi economici, un dato che per alcune fasce di popolazione sale ancora, mentre nell’ultimo anno il 35% degli italiani si è rivolto alle strutture sanitarie pubbliche, accettando liste di attesa più lunghe, per ottenere prestazioni (analisi, visite mediche, cure) che in altri tempi avrebbero acquistato direttamente da strutture private. La percentuale sale al 40% tra gli anziani, al 41% tra i residenti nelle regioni del Centro, a oltre il 47% tra i soggetti meno istruiti, senza titolo di studio o con la sola licenza elementare. Il quadro emerge da un’anticipazione dei risultati del Monitor del Forum per la Ricerca Biomedica e del Censis.

Si tende dunque a ricorrere di più alla sanità pubblica, accettando anche disagi e tempi lunghi, e si rinviano le prestazioni sanitarie considerate meno urgenti. Secondo l’indagine, nel 2009 quasi il 18% degli italiani ha rinunciato a una o più prestazioni sanitarie per motivi economici: il dato sale però a circa il 21% tra i residenti nelle regioni del Centro, al 23,5% nel Sud, al 24,2% tra i 45-64enni, al 27,2% nelle grandi città, al 31% tra i possessori di titoli di studio più bassi.

Quasi il 21% degli intervistati ha anche acquistato meno farmaci.

"Si può prevedere – scrive il Censis – che la domanda di prestazioni sanitarie pubbliche sia destinata ad aumentare anche nell’anno nuovo. Rendere più efficiente la sanità pubblica, tagliando sprechi e sovrapposizioni, diventa quindi una priorità ineludibile per il 2010, perché ormai per molte Regioni è troppo alto il rischio di non riuscire più a finanziare la spesa per la sanità".

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