SALUTE. Cure transfrontaliere al centro del Consiglio informale dei ministri dell’UE

BRUXELLES. Gli europei sono favorevoli a una azione comunitaria nel campo dei servizi alla salute sviluppata attraverso misure legislative e attraverso il sostegno pratico alla cooperazione tra i sistemi di sanità europei. E’ questo il primo risultato di una consultazione pubblica lanciata dalla Commissione europea lo scorso settembre che il Commissario europeo alla Salute, il greco Markos Kyprianou, ha presentato al Consiglio informale dei ministri della Sanità riuniti in Germania, ad Aquisgrana.

Le risposte sottolineano la necessità di una migliore informazione per i pazienti che possa metterli in grado di compiere la scelta migliore tra le offerte di cure disponibili in tutti gli Stati Membri. Dalla consultazione, alla quale hanno risposto più di 250 figure, tra Governi, organi competenti e specialisti, emerge inoltre la necessità di una maggiore trasparenza nelle misure da adottare per usufruire di questi servizi.

Il ministro tedesco alla Salute, Ulla Schmidt, ha sottolineato come "l’Europa abbia compiuto dei notevoli passi in avanti nelle politiche sanitarie" e ha rimarcato la necessità di "manifestare gli stessi progressi sul piano delle cure transfrontaliere". Il ministro ha detto che con tutta "probabilità durante il Consiglio informale si riusciranno a raggiungere delle buone decisioni" in risposta ai bisogni dei cittadini. "Gli uomini- ha aggiunto il ministro- vivono in Europa e lavorano in Europa. In caso di malattia, l’Europa deve essere in grado di assicurare l’accesso alle cure di tutti gli individui, indipendentemente dalle risorse finanziarie di ciascuno".Un’Europa aperta e sociale – ha aggiunto il ministro tedesco, " necessita di un quadro certo per assicurare prestazioni sanitarie indispensabili anche fuori dalle frontiere di uno Stato membro”.

Molti pazienti europei infatti incontrano ancora difficoltà a ottenere il rimborso dalle assicurazioni nazionali in caso di cure in un altro paese. Piu’ volte la Corte di giustizia Ue del Lussemburgo è dovuta intervenire di fronte a ricorsi presentati dai singoli cittadini, in assenza di un quadro legislativo comunitario.

Attualmente ciascun paese ha un sistema di sicurezza sociale con caratteristiche proprie. Le norme UE coordinano ma non standardizzano i sistemi nazionali. Ciò significa che ogni paese è libero di decidere le prestazioni che fornisce, purché rispetti il principio di parità di trattamento e di non discriminazione.

La Germania insieme ai paesi che si succederanno nella presidenza di turno dell’Ue – Portogallo e Slovenia – ha presentato un documento in cui si impegnano i 27 a creare ”un accesso soddisfacente a cure di qualità per tutti i cittadini".

Sul tema delle cure all’estero HC ha intervistato il portavoce del Commissario Kyprianou

 

 

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