SALUTE. Dentifrici sospetti, 20 mila confezioni sequestrate. In settimana i risultati delle analisi

Sono attesi per i primi giorni di questa settimana i risultati delle analisi chimiche e microbiologiche sulle partite di dentifrici sequestrate dai Nas e inviate all’Istituto superiore di sanità. Dopo le notizie dei sequestri effettuati in Spagna (dove sono state ritirate dal commercio 100 mila dentifrici Tri Leaf Spearmint) e in Canada nei confronti di dentifrici provenienti da Paesi non Ue, con marchio Colgate contraffatto, contenenti agenti nocivi, il Ministero della Salute ha infatti attivato il comando dei Nas che ha sequestrato partite di dentifrici sospetti, in tutto quasi 20 mila confezioni di cui si sospetta la contraffazione.

I Carabinieri dei Nas del Ministero della Salute hanno infatti provveduto a sequestrare in via amministrativa quasi 20 mila confezioni di dentifricio a marchio "Colgate", di cui si sospetta una possibile contraffazione, in 53 esercizi commerciali di vario genere in diverse località italiane (nelle province di Aosta, Brescia, Sondrio, Cremona, Mantova, Genova, Milano, Varese, Padova, Torino, Trento, Treviso, Bologna, Firenze, Prato, Latina, Livorno, Parma, Reggio Emilia, Chieti, Roma, Sassari, Rieti, Bari, Reggio Calabria, Cosenza). Le partite sequestrate non riportano etichette in italiano tranne in un caso, nella provincia di Caserta, dove è stata sequestrata in via cautelativa una partita proveniente dalla Thailandia. Sono 61 i campioni delle confezioni inviate all’Istituto superiore di sanità per le analisi di laboratorio.

"La provenienza dei prodotti sequestrati – afferma una nota stampa del Ministero della Salute diffusa nei giorni scorsi – è molteplice (Medio Oriente, Asia, Sud America, Africa) e comunque per la maggior parte da Paesi non appartenenti all’Unione Europea, tranne che in tre casi dove la confezione risulterebbe proveniente dal Belgio anche se la dicitura è comunque in lingua straniera, contrariamente a quanto previsto dalla normativa comunitaria che obbliga i produttori ad apporre le indicazioni del prodotto nella lingua del Paese di destinazione. Al momento non è dato sapere se queste partite, al di là del fatto di essere comunque non in regola sul piano amministrativo con le norme commerciali, possano rappresentare anche un pericolo per la salute. Saranno le analisi chimiche e microbiologiche in corso presso l’Istituto superiore di sanità a verificarlo".

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