SALUTE. Depressione post partum, al via campagna nazionale “Non lasciamole sole”

Dopo il parto, solo nel 45% delle strutture è previsto un monitoraggio delle mamme "a rischio" e il tempo dedicato all’informazione prima della dimissione è inadeguato per il 72% dei ginecologi. È questa la fotografia che emerge da un sondaggio promosso dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) che ha coinvolto la metà delle Unità Operative di Ginecologia del nostro Paese. La presentazione della ricerca è stata l’occasione per lanciare Non lasciamole sole, una campagna nazionale con il patrocinio della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Ministero per i Diritti e le Pari Opportunità – annuncia il prof. Giorgio Vittori, Presidente della SIGO -.

La campagna prende il via ufficialmente oggi, con un convegno nazionale all’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e il contrasto delle malattie della povertà di Roma. "Siamo lieti di ospitare questo appuntamento – commenta il prof. Aldo Morrone, Direttore dell’Istituto – perché lo scenario descritto dal sondaggio, già preoccupante, si aggrava quando le protagoniste sono donne che appartengono a fasce sociali svantaggiate, spesso prive degli idonei strumenti culturali. È proprio qui che la rete deve attivarsi con più tempestività".

L’iniziativa prevede entro l’estate la realizzazione di materiali informativi specifici, rivolti agli operatori sanitari ed alle donne, l’individuazione di una sorta di "linea guida" da condividere all’interno della SIGO, una costante attività mediatica per far emergere il problema e l’attivazione di protocolli e progetti specifici per costruire il network assistenziale. Ogni iniziativa sarà pubblicizzata nel sito www.sigo.it, un portale al servizio di operatori e cittadini.

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