SALUTE. Dimagrante, Altroconsumo: vendita troppo facile

Una comune consumatrice, con peso nella norma o in leggero sovrappeso, va in farmacia e chiede Alli, un farmaco per dimagrire, senza ricetta, ma indicato solo per persone in forte sovrappeso. E il farmacista nella maggior parte dei casi vende il medicinale senza dire una parola, senza fare domande sul peso o sui possibili effetti avversi, limitandosi a impacchettare la confezione e a specificarne il costo, pari a 53 euro. È quanto denuncia Altroconsumo che ha fatto un’inchiesta in 58 farmacie, 9 parafarmacie e 3 corner ipermercati di Roma, Milano, Bari, Napoli, Palermo, Torino. "Il farmaco viene venduto come se fosse acqua fresca", denuncia l’associazione. Vero è che Alli è venduto senza ricetta, ma per l’associazione la funzione del farmacista dovrebbe essere quella di orientare o comunque prestare attenzione al prodotto.

"Ben il 47% dei farmacisti interpellati non ha proferito verbo, se non: "cinquantatre euro", il costo del farmaco, senza fare domande sul peso, sulla salute, né facendo cenno alcuno sui possibili effetti avversi – commenta Altroconsumo – In totale il 74% lo ha venduto a chi non ne aveva bisogno. Sul sito è visibile il video con telecamera nascosta che documenta la leggerezza e la scarsa professionalità di alcuni farmacisti".

Ma di cosa si tratta? Alli, spiega Altroconsumo, è una "vecchia conoscenza": il principio attivo è orlistat, approvato a fine anni novanta dall’Emea, l’agenzia europea del farmaco, come trattamento antiobesità. "La casa distributrice, la Glaxo, ne ha dimezzato il dosaggio, cambiato il nome e lo ha fatto diventare farmaco di libera vendita in Europa. Ma i sui effetti collaterali sono sotto la lente d’ingrandimento della FDA, l’autorità USA, che sta raccogliendo segnalazioni di medici e pazienti su danni epatici e al pancreas. In Italia il farmaco è stato inserito dall’Aifa nella categoria Sop (libera vendita, ma divieto di pubblicità) al posto di Otc (libera vendita, con pubblicità)". L’arrivo di Alli sul mercato, denuncia Altroconsumo, è avvenuto con il dimezzamento del dosaggio per principio attivo e il cambio di nome. "In gergo tecnico questa operazione si chiama "switch": si prende un vecchio principio attivo e lo si fa passare da farmaco per cui ci vuole la ricetta del medico a farmaco da automedicazione, vendibile cioè senza prescrizione".

Il Beuc, di cui anche Altroconsumo fa parte, si è detto contrario e "ha espresso critiche durissime nei confronti di questa manovra, con la speranza, purtroppo inascoltata, di fermare la delibera – spiega Altroconsumo – Il perché è semplice: l’orlistat non ha le caratteristiche di un farmaco che può essere venduto liberamente. Non fosse altro per il fatto che l’obesità per cui è indicato questo trattamento non è una condizione che una persona può gestire da sé, né è un disturbo passeggero che si risolve con una pillola. Inoltre, il lungo elenco di effetti indesiderati più o meno gravi e fastidiosi e il profilo assai ristretto di chi in teoria trae beneficio da questo farmaco non giocano a favore della sua vendita libera. Infine, il trattamento deve essere inserito all’interno di un programma di dimagrimento completo, che prevede una dieta corretta e uno stile di vita dinamico".

L’inchiesta è stata fatta con l’aiuto di donne con peso nella norma o in leggero sovrappeso, per le quali il farmaco non è indicato. "Abbiamo scelto – spiega Altroconsumo – un profilo piuttosto realistico: quello di una donna sana, che vuole perdere qualche chilo senza fatica (non è a dieta e non fa esercizio fisico). Una donna che non conosce e non ha mai usato questo farmaco. I risultati sono sconfortanti: il 74% dei farmacisti ci ha venduto il farmaco senza svolgere quel un ruolo di filtro che avrebbe garantito di dispensare il prodotto solo alle persone aventi le giuste caratteristiche per utilizzarlo".

I risultati dell’inchiesta, rileva l’associazione, sono stati inviati all’Aifa e a Federfarma, perché Alli è indicato per poche persone e può dare disturbi.

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