SALUTE. Dodici mila euro per prevenire morte in culla

Con poco meno di 12 mila euro l’anno, da spendere per effettuare un elettrocardiogramma (ECG) gratuito a tutti i neonati nel primo mese di vita, si potrebbe evitare un numero considerevole di morti improvvise del lattante (SIDS). E’ la conclusione di uno studio pubblicato oggi sullo European Heart Journal da Peter J. Schwartz, direttore del Dipartimento di Cardiologia all’Università di Pavia e considerato tra i maggiori esperti mondiali della ‘Sindrome del QT lungo’ (LQTS), malattia che rappresenta uno dei fattori di rischio prevenibili per queste morti improvvise dei neonati.

In particolare, lo studio del professor Schwartz ha analizzato il rapporto tra costo e beneficio nell’effettuare questo ECG, basandosi sia su dati già pubblicati dal gruppo di ricercatori di Pavia, sia su uno studio prospettico ancora non pubblicato, commissionato dal Ministero della Salute, che ha raccolto dati su 45 mila neonati. La conclusione della ricerca é che uno screening neon atale di questo tipo "ha dimostrato che un significativo numero di morti improvvise potrebbe essere evitato con una spesa inferiore a 12 mila euro per anno di vita salvato".

La LQTS – spiegano gli esperti – è probabilmente la più importante causa di morte improvvisa sotto i 20 anni, e colpisce da 1 neonato su 5 mila a 1 neonato su 20 mila in Europa. Schwartz e i suoi colleghi hanno appena completato uno studio con il quale hanno identificato nella SIDS mutazioni genetiche responsabili della LQTS nel 10% dei casi. "Questo significa – continuano gli esperti – che la terapia precoce della LQTS potrebbe prevenire oltre ai casi tipici di LQTS anche una quota di casi di ‘morte improvvisa in culla’. La terapia con beta- bloccanti si è dimostrata efficace nel 98% dei casi senza differenze tra adulti e bambini".

"Mi auguro che il nuovo Ministro della Salute faccia un tempestivo utilizzo di questo messaggio – aggiunge Maria Grazia Modena, presidente della Società Italiana di Cardiologia – prima che lo screening venga applicato negli Stati Uniti o in altri paesi europei. E’ auspicabile che lo screening venga acquisito a livello nazionale, presso tutti i centri e come servizio di Sanità pubblica".

 

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