SALUTE. Dolcificanti, cosa contengono? Sono sicuri? Le risposte di Altroconsumo

Gli edulcoranti sono sempre più diffusi, ma sul loro contenuto e, soprattutto, sulla loro sicurezza, regna un’enorme confusione, come ha dimostrato una recente indagine condotta su duemila consumatori inglesi (www.nutrition.org.uk). "I dubbi più frequenti riguardano il loro reale potere calorico e la loro sicurezza" precisa Altroconsumo che ha cercato di fare un po’ di chiarezza, ricordando che l’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione ne sconsiglia l’uso fino al terzo anno di età e durante la gravidanza e l’allattamento.

Prima di tutto l’Associazione dei consumatori sottolinea che gli edulcoranti non sono tutti uguali: sono alcune decine, con potere dolcificante e apporto calorico molto diversi, e si dividono in dolcificanti naturali e dolcificanti artificiali.

"I dolcificanti naturali – spiega Altroconsumo – si trovano in natura in frutta e verdura (quelli usati industrialmente, però, sono ottenuti a partire dal mais: si estrae l’amido, si ottiene lo zucchero e per idrogenazione e inversione si ottiene l’edulcorante desiderato). Il loro potere edulcorante è, in genere, solo leggermente più basso rispetto allo zucchero da tavola (saccarosio) e contengono poco più della metà delle sue calorie. I più comuni nella nostra alimentazione sono quelli che finiscono in "olo" (sorbitolo, mannitolo, xilitolo…). Questi dolcificanti danno consistenza ai cibi e hanno un effetto rinfrescante che spiega anche il loro diffuso impiego nelle gomme da masticare, nella confetteria e nelle caramelle". "Tutti, se consumati in grande quantità, possono causare flatulenza, mal di pancia e dissenteria. Non è fissata una dose giornaliera raccomandata ma viene comunque dato un valore di riferimento pari a 20 grammi al giorno per gli adulti e 10 grammi per i bambini per non incorrere in effetti indesiderati".

"I dolcificanti artificiali sono sostanze di sintesi, prodotte in laboratorio. Questi dolcificanti sono caratterizzati da un elevato potere edulcorante (da 30 a 500 volte quello dello zucchero comune), dall’assenza di valore calorico (in pratica non hanno calorie) e da una dose giornaliera massima che varia a seconda dei dolcificanti e che si calcola in base al peso corporeo. Dolcificanti intensivi sono: aspartame, acesulfame, saccarina, ciclammati e sucralosio (il più recente)".

Altroconsumo ricorda che "negli Stati Uniti l’uso dei ciclammati è proibito, dopo che sono emersi studi sugli animali che ne mettono in dubbio la completa innocuità. In Europa, il loro uso è stato autorizzato, ma sono state riviste al ribasso le dosi massime consentite. Ad eccezione dell’aspartame, i dolcificanti intensivi possono avere un retrogusto sgradevole: ad esempio, la saccarina è amara. L’aspartame può dare raramente effetti indesiderati in persone particolarmente sensibili: mal di testa, nausea, vomito, dolori addominali. Inoltre, poiché è una fonte di fenilalanina non può essere assunto da chi è affetto da fenilchetonuria (avviso che è obbligatorio in etichetta). Questo dolcificante, inoltre, non deve essere usato per cibi da cuocere, perché il calore fa svanire l suo effetto dolcificante. La dose giornaliera massima consentita varia a seconda del dolcificante ed è calcolata in base al peso".

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