SALUTE. Domani la Giornata europea dei diritti del malato

Fra i cittadini italiani che si spostano per curarsi, uno su quattro va all’estero. Ma nei "viaggi della speranza" ci sono anche difficoltà e ostacoli, autorizzazioni o rimborsi rifiutati e costi sostenuti. Lo stesso fenomeno "è il risultato del mancato rispetto di alcuni dei 14 principi della Carta europea dei diritti del malato, proclamata nel 2002 da Active citizenship network, progetto europeo di Cittadinanzattiva". È quanto si legge nella nota di lancio della Giornata europea dei diritti del malato, organizzata da Cittadinanzattiva-Active Citizenship Network per domani 18 aprile.

Si tratta di "una giornata europea dedicata ai diritti del malato promossa e realizzata dai cittadini per sottolineare la necessità di costruire un sistema sanitario basato sui 14 principi sanciti nella Carta europea dei diritti del malato promossa da Acn-Cittadinanzattiva", celebrata in 25 Paesi e in più di cento località. Uno su quattro dei cittadini italiani costretti a muoversi per curarsi è andato all’estero, ma ha incontrato difficoltà e ostacoli: è quanto emerge dalle segnalazioni giunte a Cittadinanzattiva nel corso del 2007. Secondo i dati forniti dal Ministero della Salute e relativi al 2005, sono 5000 gli italiani che si sono spostati fuori dai confini per farsi curare. Le regioni di provenienza sono principalmente la Campania (37%), il Piemonte (10%), la Sicilia (9%), la Puglia (7%), il Veneto (6%) e il Lazio. I Paesi di maggiore afflusso sono in un caso su due la Francia, seguita da Belgio e Svizzera (14% ciascuno) e la Germania (6%).

Chi si è rivolto all’associazione, in particolare, ha chiesto in un terzo dei casi informazioni relative ai diritti di un cittadino europeo per le cure all’estero, ha denunciato autorizzazioni o rimborsi rifiutati (21%) o gli alti costi sostenuti, da 60.000 euro per un trapianto di midollo a 50.000 per un interventi neurologico a 4.000 per un intervento alla schiena.

"La Carta europea – ha dichiarato Charlotte Roffiaen, responsabile di Active citizenship network – intende stabilire diritti comuni a tutti i cittadini europei, indipendentemente dalla loro nazione di nascita o di residenza. I nostri principi hanno ispirato il Parlamento europeo, che lo scorso anno ha chiesto alla Commissione, attraverso 2 diverse risoluzioni, l’adozione di una Carta europea dei diritti del malato".

"La Giornata europea dei diritti del malato, celebrata in 25 Paesi europei e in circa 50 città italiane ha un duplice obiettivo – ha dichiarato Teresa Petrangolini, Segretario generale di Cittadinanzattiva – Da un lato far sì che i diritti dei cittadini europei siano uguali indipendentemente dallo Stato in cui vivono, e dall’altro eliminare gli ostacoli per chi è costretto a muoversi fuori dal proprio Paese per ottenere delle cure. Un primo passo in questo senso è la Direttiva della Commissione europea che dovrebbe garantire vera libertà di movimento trans-frontaliera. Ma i trent’anni di storia della nostra organizzazione ci dimostrano che se non sono i cittadini i primi a rivendicare i propri diritti il tutto rischia di rimanere solo sulla carta, come già avviene per alcuni dei diritti già sanciti e in troppi casi ignorati".

La Giornata europea viene realizzata con il Patrocino del Parlamento europeo, del Comitato Economico e Sociale europeo, della Commissione europea (Androula Vassiliou, Commissario alla salute, e Rappresentanza in Italia), della Città e della Provincia di Gorizia.

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