SALUTE. Domenica in 100 paesi si celebra la Giornata Mondiale del Cuore

Costituiscono il 30% delle cause di morte, con 17,5 milioni di decessi nel solo 2005. Sono le malattie cardiovascolari (MCV), le quali ogni anno provocano milioni di vittime, sia nella popolazione maschile che in quella feminile. Nella sola Europa sono 4,35 milioni le persone colpite mortalmente dalle patologie cardiocelebrovascolari, cui è attribuibile anche una vasta casistica di disabilità e di ridotta qualità di vita. Per parlare di tale emergenza si celebrerà domenica 30 settembre la Giornata Mondiale per il Cuore 2007, un’evento ideato dalla World Heart Federation e promosso in Italia dal coordinamento della Fondazione Italiana per il Cuore (FIPC), in collaborazione con la Federazione Italiana di Cardiologia (FIC) e con Conacuore.

I dati mondiali si confermano anche in ambito nazionale. Nel nostro Paese, infatti, le MCV sono la causa del 42% dei decessi, con il 24% della spesa sanitaria totale. Nell’anno 2002 su 560.390 morti in Italia, ben 237.198 sono riconducibili a malattie del sistema circolatorio. Ed il futuro appare tutt’altro che roseo. "I casi d’infarto e di ictus – sottolinea il prof. Massimo Volpe, Presidente della Società Italiana per la Prevenzione Cardiovascolare (S.I.PRE.C.) – continuano a crescere e, soprattutto, riguardano pazienti sempre più anziani e portatori di altre comorbidità. Entro il 2025, l’Organizzazione Mondiale della Sanità prevede un incremento di una volta e mezzo dei casi di infarto miocardico e quasi il raddoppio dei casi di ictus". Gli studi hanno dimostrato che il 90% delle responsabilità dei casi di infarto va attribuita al cattivo controllo dei fattori di rischio tradizionali (fumo di sigaretta, ipertensione arteriosa, dislipidemie, diabete). "Ridurre i casi di infarto è possibile – dichiara il prof. Volpe – In alcuni paesi, come la Gran Bretagna, hanno già cominciato a farlo. Ma occorre uno sforzo collettivo di tutte le componenti del sistema sanitario, dai vertici politici agli operatori periferici per riuscirci in pochi anni".

Per porre un freno al dilagante fenomeno delle malattie del cuore, appare fondamentale la prevenzione. "Ora – afferma il prof. Giovanni Spinella, presidente del Coordinamento Nazionale Associazioni del Cuore (Conacuore) è necessario passare dal dire al fare: cioè, prima di tutto, investire sul territorio, là dove la pandemia cardiovascolare colpisce e dove produce danni alla sanità (calcolati) e alla società (incalcolabili)". "È urgente attuare una strategia per evitare che le persone si ammalino – sostiene il prof. Spinella – che i nostri anziani si ammalino. Occorre presidiare il territorio al fine di evitare che le patologie cardiovascolari, con il loro pesantissimo corredo di morti e feriti, continuino a costituire la massima causa di decesso, di malattia, di invalidità, di ricovero e di danni arrecati ai bilanci della famiglia, della società e della sanità". "Oggi, – dichiara la dott.ssa Giovanna Laurendi del Ministero della Salute – le linee guida sulla prevenzione primaria si concentrano sul Rischio Cardiovascolare Globale Assolutoche tiene conto di più fattori di rischio contemporaneamente". "È per questa ragione – conclude la dott.ssa Laurendi – che il Ministero della Salute, dopo aver ideato, nel 2004 il Progetto Cuore, ha incluso la prevenzione cardiovascolare prima nel Piano Nazionale della Prevenzione 2005-2007 e poi nel Piano Sanitario Nazionale 2006-2008".

Numerose le iniziative previste per domenica prossima, "a cominciare dalla 4° edizione di ‘Cardiologie Aperte’, – spiega il prof. Giuseppe Di Pasquale, della Federazione Italiana di Cardiologia (FIC) – promossa da Heart Care Foundation e ANMCO, per la quale è prevista l’adesione di 260 strutture ospedaliere, con oltre 1000 cardiologi e altrettanti infermieri professionali volontari, tutti a disposizione dei cittadini per aiutarli con opuscoli e filmati a riconoscere e a evitare i fattori di rischio cardiovascolare". Analoghi eventi anche nelle cliniche cardiologiche universitarie, che saranno aperte al pubblico e in particolare alle famiglie, dalle ore 9.00 alle ore 19.00. Sarà anche possibile farsi ‘misurare’ il rischio cardiovascolare individuale e la pressione arteriosa. Oltre che alla salute della popolazione in generale, la Giornata del Cuore si occuperà del benessere di soggetti a rischio stress, come dipendenti dello Stato, forze di Polizia, Carabinieri, GdF. A tal fine nelle caserme verranno effettuate visite cardiologiche complete.

Ulteriori informazioni sono disponibili sul sito della FIPC: www.fondazionecuore.it.

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