SALUTE. Droga, al via Consulta delle dipendenze. Ferraro: “No all’approccio ideologico”

"Penso che in Italia bisogna smetterla con un approccio ideologico al problema delle droghe privilegiando al suo posto il principio di realta’: quindi noi costituiamo la Consulta delle dipendenze non per fare un parlamentino a immagine e somiglianza del ministero, ma coinvolgendo tutte le esperienze e gli operatori sul campo per cercare le migliori strade nella lotta al problema della tossicodipendenza". Cosi’ il ministro per la Solidarieta’ sociale Paolo Ferrero ha illustrato, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, la costituzione della Consulta delle dipendenze che si riunisce oggi per la prima volta.

Come modificare la normativa vigente, la lotta al narcotraffico, la prevenzione e informazione,il ragionare sulle politiche da fare: questi i principali compiti della Consulta, che si avvale di 70 membri e di otto-nove gruppi di lavoro che dovrebbero essere formalizzati entro la fine dell’anno: un gruppo sulla prevenzione, uno sul sistema dei servizi, uno sui trattamenti, uno sul carcere e sulle pene alternative, uno sullo studio di fattibilita’ dell’allarme rapido, uno sulla reintegrazione sociale, uno sulla valutazione del sistema informativo, uno sulla formazione e aggiornamento degli operatori e uno sul rapporto tra operatori e utenti.

Ferrero indica due punti su cui operare:

  • la costruzione di un piano triennale di intervento basato su alcuni pilastri: prevenzione, informazione, cura e riduzione del danno e lotta al narcotraffico;
  • linee di modifica dell’attuale legislazione.

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