SALUTE. Emicrania, effetti negativi sulla vita di coppia. Ricerca Prompt

Ben il 17% delle persone che soffrono di emicrania, la maggior parte delle quali donne, riferisce di aver problemi nella sua vita intima a causa di questa malattia, che colpisce l’11% della popolazione nel nostro paese, di cui il 5% bambini e il 27% donne in età fertile. Cosa che porta i loro partner, nel 40% dei casi, a vivere negativamente, e quindi con problemi nella vita di coppia, questa condizione del loro coniuge. Sono alcuni dei dati emersi dallo studio Prompt, condotto in sei paesi europei su 1500 pazienti tra i 18 e 35 anni sofferenti di emicrania, di cui 250 italiani, presentato ieri a Roma.

"Cefalee ed emicranie sono una delle patologie più diffuse ed invalidanti nel mondo, – spiega Piero Barbanti, dell’unità Cefalee e dolore dell’Irccs San raffaele di Roma – Nel nostro paese, l’80% della popolazione soffre del cosiddetto cerchio alla testa, e circa sei milioni di emicrania. Ogni giorno nel mondo il 2% della popolazione riporta episodi di mal di testa, di cui due milioni in Italia, pari a circa il 4% della popolazione. Purtroppo però si arriva tardi alla diagnosi e ai farmaci".

In media infatti, come riporta l’indagine, la diagnosi di emicrania, avviene dopo due anni e cinque mesi dalla prima crisi, contro i tre anni dell’Europa, anche se c’é un 37% che aspetta fino a cinque anni prima di rivolgersi al medico. "Il problema – continua Barbanti – è che una volta deciso di andare dal dottore, molti non sanno a quale specialista rivolgersi, visto che i sintomi associati all’emicrania spaziano dalla nausea fino alla fotofobia e all’osmofobia". Se si aspetta tanto prima di rivolgersi ad uno specialista, le cose non vanno meglio sul fronte delle terapie.

"Gli italiani infatti – aggiunge Giorgio Zanchin, presidente della Società italiana per lo studiodelle cefalee-Sisc – tendono a ritardare l’assunzione di farmaci specifici, con una media di 101 minuti dall’inizio dell’attacco, contro i 61 minuti del Regno Unito, i 76 della
Spagna e gli 86 della Germania. Mentre nei paesi del Nord Europa si predilige l’uso dei triptani, studiati e sintetizzati apposta per le emicranie, in Italia solo il 24% dei pazienti ne fa ricorso, contro il 58% dell’Olanda e il 36% della Gran Bretagna". Cosa assolutamente sbagliata, dicono gli specialisti. Essendo l’emicrania un processo che si sviluppa in
varie fasi, fondamentale è intervenire subito, nella cosiddetta finestra terapeutica,altrimenti il farmaco è praticamente inutile.

"Senza dimenticare – prosegue Barbanti – che in molti casi si rischia di abusare dei farmaci sbagliati, rendendo cronico il mal di testa. I triptani sono i più adatti, soprattutto nella nuova formulazione arrivata ora sul mercato, che rilascia il principio attivo cinque volte più rapidamente delle compresse attualmente disponibili, con un ritorno alla normalità dopo 45 minuti". Ci sono però alcuni semplici accorgimenti che possono essere adottati dai malati di emicrania nella loro vita abituale per evitare il presentarsi di crisi. "Chi soffre di questa malattia é generalmente una persona particolarmente sensibile a livello biochimico agli eccessi e cambiamenti – conclude Zanchin – Normalmente si tratta degli intelletti più fervidi, tipici di persone sensibili, dinamiche ed estrose. Il consiglio che possiamo dare è quello di avere abitudini di vita regolari, senza eccessi, evitando quindi privazione di sonno, eccesso di alcol, ambienti fumosi, rumorosi e c on luci fortissime".

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