SALUTE. Emoderivati a rischio?

La notizia è di quelle che fanno saltare sulla sedia: alcuni emoderivati usati in Italia potrebbero non essere completamente sicuri. È quanto riporta oggi il quotidiano La Repubblica, che racconta di uno scontro in atto fra l’Aifa (l’Agenzia italiana del farmaco) e l’Istituto Superiore di Sanità. Sotto accusa ci sono alcuni lotti di derivati del sangue sui quali, secondo l’Aifa, non sarebbero stati fatti tutti i controlli necessari per escludere la presenza di vari virus, e che quindi andrebbero ritirati dal mercato. Secondo l’ISS, invece, il rischio è minimo e comunque il sequestro comporterebbe l’ulteriore rischio di far rimanere senza farmaci ed emoderivati ospedali e farmacie.

Federconsumatori chiede l’intervento del Ministero della Salute: "Siamo estremamente preoccupati dallo scontro tra Aifa e Istituto Superiore di Sanità relativamente alla denuncia sui mancati controlli sugli emoderivati – afferma l’associazione – Si tratta di una questione gravissima, che riguarda la sicurezza dei cittadini e che, pertanto, deve necessariamente ed immancabilmente essere affrontata con la massima urgenza e con la massima responsabilità da parte del Ministero della Salute. In ogni caso richiediamo che vengano adottate tutte le misure del caso e che i lotti in questione vengano sottoposti ai necessari controlli".

Ma sulla notizia sono subito arrivate le rassicurazioni congiunte dell’Aifa e dell’Iss, che parlano di emoderivati "assolutamente sicuri" e di assenza di contrasto sui controlli. In una nota si legge: "Il professore Guido Rasi, direttore dell’agenzia per il farmaco, e il professore Enrico Garaci, presidente dell’Iss, precisano che nessun contrasto riguardante provvedimenti su questi medicinali è mai corso fra Aifa e Iss, tra i quali esiste la più perfetta sintonia, e che il controllo degli emoderivati avviene secondo la farmacopea europea in grado di assicurare un elevatissimo standard di qualità". ”L’Aifa e l’Iss – prosegue la nota – evidenziano che grazie ai rigidi controlli con cui vengono effettuate le trasfusioni nel nostro Paese il sangue italiano è tra i più sicuri al mondo. Riguardo gli emoderivati in oggetto, nel ribadirne l’assoluta sicurezza, i due Enti, con il contributo di tutte le Istituzioni coinvolte, stanno lavorando congiuntamente per superare eventuali problematiche tecniche”.

Per Rossella Miracapillo, responsabile dell’Osservatorio Farmaci e Salute del Movimento Consumatori, in assenza di informazioni precise "in assoluto, vale il principio di precauzione" e serve un atteggiamento di prudenza , in attesa che ci siano indicazioni più chiare anche sulle cause che hanno portato a lanciare, da parte di Repubblica, tale allarme. "Stiamo parlando di derivati del sangue: con estrema cautela, bisognerebbe conoscere meglio quali sono le fonti dell’allarme lanciato da Repubblica – commenta Miracapillo – È chiaro che, non avendo certezze specifiche, dobbiamo rifarci al passato: in passato ci sono stati grossi problemi legati a prodotti derivati dal sangue. Tuttavia trovo difficile esprimere un giudizio sulla vicenda perché bisognerebbe avere cognizione di causa dei motivi che hanno portato Repubblica a lanciare questo allarme. Di solito, si procede per principio di precauzione: non conoscendo quale sia la sicurezza totale di alcuni prodotti, è opportuno sospenderne l’utilizzo fino a che non si ottengono rassicurazioni. Bisogna però capire di cosa stiamo parlando, cioè se il rischio esposto è meno grave rispetto all’uso di questi prodotti. Le informazioni intorno a questa vicenda sono ancora troppo labili per poter esprimere un giudizio".

La nota di Aifa e Iss afferma però in chiusura: "Riguardo gli emoderivati in oggetto, nel ribadirne l’assoluta sicurezza, i due Enti, con il contributo di tutte le Istituzioni coinvolte, stanno lavorando congiuntamente per superare eventuali problematiche tecniche”.

Commenta Francesca Moccia, coordinatrice nazionale Tribunale per i diritti del malato di Cittadinanzattiva: "Alla luce di quel poco che siamo riusciti a sapere della vicenda, due sono le considerazioni da fare. La prima: ci preoccupa ci possa essere una divergenza su un aspetto legato alla sicurezza fra due istituti che si occupano della tutela della salute. Se un problema c’è, e traspare dall’ultima dichiarazione, siamo abbastanza perplessi. Al di là del fatto che ci sono dichiarazioni che hanno in qualche modo risolto tale divergenza. Il secondo punto – continua Moccia – è la preoccupazione per i cittadini che usano questi farmaci. È a loro che dobbiamo parlare, perché in un momento del genere basta poco per creare allarmismo. Va chiarito subito se ci sono rischi, quali sono, e qual è l’alternativa di farmaco. In questo momento la nostra posizione è: massima chiarezza nei confronti delle persone che usano questi prodotti, perché sono già in situazione di debolezza e non possono ulteriormente rischiare. Al di là del fatto che in Italia il sangue è sicuro. Ma non dimentichiamo le vicende del passato".

 

di Sabrina Bergamini

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