SALUTE. European Migration Network: in Italia 34 mila infermieri e 14 mila medici immigrati

"L’immigrazione qualificata, un tema al quale nel passato si era meno attenti a fronte di flussi prevalenti di manodopera generica, sta richiamando una crescente attenzione specialmente in ambito sanitario. I 34 mila infermieri di origine straniera in alcuni contesti arrivano a essere un terzo del totale e gli stessi medici, che ora sono 14 mila, sono destinati ad aumentare". È stato presentato oggi il Primo Rapporto dell’European Migration Network Italia, che si sofferma appunto sull’immigrazione qualificata e sull’apporto di medici e infermieri nel settore sanitario italiano. L’European Migration Network è un programma comunitario, che é stato avviato a titolo sperimentale nel 2003 e ora è diventato una iniziativa strutturale della quale fanno parte i 27 Paesi dell’Unione Europea.

L’immigrazione in Italia sarà sempre più caratterizzata da figure qualificate, rileva il Rapporto. Gli infermieri stranieri sono 34.043 nel 2008, per l’86,5% donne e per il 57,8% comunitari. La provenienza maggioritaria è quella europea con il 17,4%; seguono America 15,7%, Asia 5,3%, Africa 5,4%, Oceania 0,8%. Quanto ai Paesi di origine prevale, con un quinto delle presenze, la Romania (8.497 infermieri), seguita da Polonia (3.557), Svizzera (2.386) e, con più di 1.000 infermieri, Germania, Perù, Albania, Francia, India e Spagna.

"Gli infermieri stranieri sono 1 ogni 10 operanti nel Paese ma con forti differenze territoriali – rileva il Rapporto – Ad esempio, è straniero il 40% dei nuovi iscritti all’Ipasvi a Torino, un terzo degli infermieri operanti presso il grande ospedale delle Molinette e un quinto di tutti gli stranieri della Regione. Gli infermieri stranieri sono un terzo del totale negli ospedali privati di Milano, il 18% nell’ospedale San Raffaele e il 12% nell’Istituto Don Gnocchi". Si tratta di una figura professionale difficile da reperire e che pone l’esigenza di strategie di reclutamento. Inoltre si creano nuovi flussi fra i paesi: "La loro carenza inizia a farsi sentire anche nei Paesi di origine, motivo per cui gli infermieri romeni venuti in Italia sono stati sostituiti in Romania dai moldavi, così come i polacchi andati in Germania lo sono stati in Polonia dagli ucraini. Tra l’altro, i livelli salariali italiani non esercitano più l’attrazione di alcuni di alcuni fa e non è un caso che dall’Italia si sia è registrata una seconda emigrazione di infermieri stranieri verso la Svizzera".

I medici stranieri iscritti all’Ordine dei medici chirurgi e odontoiatri sono 14.548 nel 2008. La maggiore concentrazione avviene in quattro regioni: più di 2.000 sia in nel Lazio che in Lombardia (operanti per lo più nei comuni di Roma e di Milano) e più di 1.200 sia nel Veneto e in Emilia Romagna. I Paesi con un maggior numero di medici operanti in Italia sono: Germania (1.276), Svizzera (869), Grecia (851), Iran (752), Francia (686), Venezuela (626), Usa (618), Argentina (564), Romania (555) e Albania (451). I medici stranieri, una volta riconosciuto il titolo, possono operare solo in forma autonoma a meno che non abbiano la cittadinanza comunitaria o acquisiscano quella italiana. Ma se la situazione attuale vede una sufficiente presenza di medici, nel futuro si determinerà una forte carenza in diversi settori, come già avviene in anestesia e radiologia.

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