SALUTE. Farmaci, Adoc: “Ridurre prezzo del 25% e combattere sprechi”

Una famiglia spende in media 400 euro l’anno in farmaci da banco. 76 euro se ne vanno in sprechi dovuti alle confezioni inadeguate dei medicinali: lo spreco medio di farmaco è del 19%, ma si attesta al 20% per flaconi e spray e al 30% per i blister, dove le compresse sono o troppe o troppo poche rispetto a quanto richiesto dalla terapia. È quanto sostiene l’Adoc, che chiede di diminuire il prezzo dei farmaci.

Afferma l’associazione: "Secondo Federfarma, con l’attuazione della manovra finanziaria, sarebbe a rischio chiusura circa il 25% delle farmacie. Per Adoc sarebbe opportuno che si provvedesse piuttosto a un taglio del prezzo dei farmaci, che in Italia costano circa il 25% in più della media europea".

"Crediamo sia opportuno anche incentivare l’utilizzo dei farmaci generici, che in base alle disposizioni della manovra, subiranno una riduzione di costo pari al 12,5% entro dicembre 2010, e chiediamo soprattutto che negli ospedali siano utilizzati in via esclusiva", commenta Carlo Pileri, presidente Adoc.

L’associazione sottolinea anche la necessità di intervenire nella lotta agli sprechi farmaceutici. "Mediamente una famiglia spende 400 euro l’anno nell’acquisto di medicinali da banco, di questi quasi 80 euro vengono sprecati, a causa delle confezioni non conformi alla terapia prevista – continua Pileri – alcuni beccucci dei flaconi e degli spray, difatti, non consentono l’utilizzo di circa il 20% del prodotto, reso praticamente inaccessibile. Discorso simile per i medicinali in gocce, dato che poco meno del 10% rimane nella boccetta, inutilizzabile. Inoltre, la maggioranza dei farmaci confezionati in blister contiene un numero di compresse superiore o inferiore del 30%, in media, rispetto al normale ciclo terapeutico per cui viene impiegato. In tale modo, si costringe il malato ad acquistare una seconda scatola del farmaco o a mantenere in giacenza la confezione, spesso fino alla scadenza del prodotto. Alimentando lo spreco, causando danni ingenti all’economia familiare e nazionale, per ben 1,5 miliardi di euro".

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