SALUTE. Farmaci innovativi, Sottosegretario Roccella: “Equità di accesso alle nuove cure”

I farmaci innovativi sono "una delle branche attualmente più promettenti della ricerca in campo biomedico" e le nuove opportunità offerte pongono il problema di una "reale equità di accesso alle nuove cure". È dunque necessario che "le scoperte scientifiche, una volta tradotte in pratica clinica, siano effettivamente a disposizione di tutti i malati". È quanto affermato oggi dal Sottosegretario al Welfare con delega alla Salute Eugenia Roccella al convegno "Farmaci innovativi. Qualità, efficacia, appropriatezza. Garanzia dell’universalità delle cure sul territorio nazionale" organizzato dall’associazione culturale Giuseppe Rossetti.

"Parlare di farmaci innovativi – ha detto Roccella – significa affrontare uno dei punti chiave e una delle branche attualmente più promettenti della ricerca in campo biomedico, quella che utilizza le conoscenze tecniche e scientifiche delle biotecnologie per la produzione di nuovi tipi di farmaci, spesso ottenuti con manipolazioni più o meno sofisticate del cosiddetto "materiale vivente", ossia cellule e tessuti". Il sottosegretario ha ricordato inoltre l’imminente entrata in vigore, il primo gennaio 2009, "del regolamento n. 1394/2007 del Parlamento Europeo e del Consiglio, riguardante proprio i medicinali per terapie avanzate. Un regolamento che definisce i nuovi farmaci e contribuisce a disegnare un quadro normativo a cui l’intera Europa dovrà attenersi, e che annovera fra i suoi principi ispiratori l’importante divieto di ricavare profitto dal corpo umano o dalle sue parti, principio sul quale sarà necessario tenere sempre alta la vigilanza".

Nel suo intervento ha sottolineato l’esigenza dell’equità di accesso alle nuove cure: "Se da un lato il progresso scientifico e tecnico sembrano indirizzarsi verso terapie sempre più personalizzate, adattate e pensate per la patologia del singolo paziente – ha detto il Sottosegretario – dall’altro si pone il problema di una reale equità di accesso alle nuove cure, e di una effettiva diffusione di queste sul territorio. In altre parole, è necessario che le scoperte scientifiche, una volta tradotte in pratica clinica, siano effettivamente a disposizione di tutti i malati, il cui diritto alla salute è tutelato a chiare lettere nella nostra Costituzione".

 

Comments are closed.