SALUTE. Farmaci, ministro diffonde circolare su vendita al di fuori dalle farmacie

Il Ministro della salute Livia Turco, venerdì scorso, ha firmato la circolare n. 3 in materia di applicazione dell’articolo 5, commi 1, 2, 3, 3 bis e 4 del provvedimento Bersani-Visco. La circolare fornisce alcuni chiarimenti al fine di superare le iniziali difficoltà riguardo la possibilità di vendita al pubblico in esercizi diversi dalle farmacie, dei farmaci da banco o di automedicazione e di tutti i farmaci o prodotti non soggetti a prescrizione medica, nonché le relative modalità attuative.

La circolare chiarisce, tra l’altro, le caratteristiche degli esercizi commerciali interessati, dei prodotti che possono essere venduti, della presenza del farmacista.

Per quanto riguarda gli esercizi commerciali citati nel comma 4 della legge, questi sono:

  • esercizi di vicinato: aventi superfici di vendita non superiore a 150mq nei comuni con popolazione residente inferiore a 10mila abitanti e a 250mq nei comuni con popolazione superiore a 10mila abitanti;
  • medie strutture di vendita: gli esercizi aventi superficie superiore ai limiti di cui al punto precedente e fino a 1500 mq nei comuni con popolazione residente inferiore a 10mila abitanti;
  • grandi strutture di vendita: gli esercizi aventi superficie di vendita superiori ai limiti di cui al punto precedente.

I prodotti che possono essere venduti negli esercizi diversi dalle farmacie sono i medicinali industriali non soggetti a prescrizione medica comprendenti: medicinali da banco o di automedicazione e i restanti medicinali non soggetti a prescrizione medica. Anche i prodotti omeopatici possono essere venduti negli esercizi commerciali previsti dal predetto articolo 5, quando sono vendibili senza presentazione di ricetta medica.

La presenza del farmacista – si legge nella circolare – deve essere garantita per tutto l’orario di apertura dell’esercizio commerciale. Anche se non è tenuto a consegnare personalmente a tutti i clienti ogni singola confezione medicinale, il farmacista è obbligato ad un’assistenza attiva al cliente mediante consigli, ove richiesti, ma anche ove riscontri un’incertezza nel comportamento del cliente. Ciononostante, nell’apposito reparto il farmaco può essere prelevato direttamente dal paziente fermo restando l’obbligo per il farmacista di rispondere ad eventuali richieste da parte dei pazienti e di attivarsi nel caso risultasse opportuno il rporpio intervento professionale.

 

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