SALUTE. Farmaci pediatrici, CODICI chiede al ministro Turco campagna informativa

È stato un regolamento approvato dal Parlamento di Strasburgo a portare alla luce il problema: "i nostri bambini assumono sistematicamente farmaci che, però, sono stati "ideati" per gli adulti, ovvero non sono stati sottoposti a studi specifici che ne garantiscano l’appropriatezza all’uso pediatrico. Inoltre, uno studio sulla prescrizione farmaceutica nella Regione Lazio ha evidenziato che uno su due ne fa abitualmente uso". A soffermarsi sulla questione è stata l’associazione Codici che attraverso Ivano Giacomelli, segretario nazionale del CODICI spiega:"Tutto ciò è additabile da un lato alla carenza di informazione dei cittadini, dall’altro alla noncuranza delle case farmaceutiche, le quali, probabilmente, sono restie ad investire in questo genere di ricerche, considerate troppo dispendiose. Ma l’uso e, talvolta, l’abuso di farmaci è una realtà che è propria del nostro paese e non permette remore né superficialità. Per questo chiediamo al Ministro Turco di avviare campagne informative sull’argomento, applicando immediatamente le disposizioni previste dal Regolamento europeo, che prevede la costituzione di un Comitato Multidisciplinare che valuti e approvi i piani di indagine pediatrica".

Durante questi mesi estivi, si legge dalla nota dell’associazione – vi sono ulteriori precauzioni che andrebbero adottate, soprattutto quando si è affetti da piccole patologie che necessitano l’assunzione di farmaci ad uso largamente diffuso come antibiotici, antistaminici e antinfiammatori: i principi attivi presenti in questi (ed altri) medicinali reagiscono negativamente con i raggi UV; se a ciò si aggiunge l’ipotetica assunzione da parte di un bambino di un farmaco che non sia adatto ad uso pediatrico gli effetti collaterali potrebbero pericolosamente sovrapporsi.

"Raccomandiamo dunque di leggere attentamente le controindicazioni riportate sul foglietto illustrativo del farmaco che si intende somministrare al proprio bambino – continua Giacomelli-, consigliando di sospendere l’utilizzo dei medicinali almeno una settimana prima dell’esposizione al sole, poiché l’interazione tra i due potrebbe provocare disturbi cutanei da fotoallergia e fototossicità. Rimane comunque la necessità da parte delle autorità sanitarie di informare la cittadinanza sui potenziali rischi che comporta l’assunzione dei farmaci, soprattutto in questo periodo di sole e mare".

 

 

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