SALUTE. Federfarma, cala la spesa farmaceutica ma le malattie cardiovascolari costano ancora molto

Più antidepressivi, anche se costano meno al servizio pubblico e più antistaminici per un popolo sempre più allergico e asmatico. Le classifiche dei consumi dei farmaci in Italia nel 2005 segnano il percorso della salute nazionale. Un bilancio che pesa: Federfarma, l’associazione che elabora periodicamente i dati che arrivano direttamente dal banco delle farmacie, parla di una spesa complessiva netta a carico del Servizio Sanitario Nazionale di 11.847 milioni di euro (-1,9% rispetto all’anno precedente).

Fra i farmaci in diminuzione (a livello di spesa), ci sono quelli del sistema cardiovascolare (-2,2%), quelli per il sistema muscolo-scheletrico (-19,8%), del sangue e organi emopoietici (-2,8%), degli antimicrobici (-0,4%) e degli antineoplastici (-5%). Fanno invece registrare un incremento i farmaci dell’apparato gastrointestinale (+4,2%), del sistema respiratorio (+8,4%), del sistema nervoso centrale (+2,2%) e del sistema genito-urinario (+1,2%). A fare la parte del leone nella spesa farmaceutica pubblica sono sempre i farmaci dell’apparato cardiovascolare. Da soli rappresentano circa il 35% e la flessione di spesa per questo gruppo è stata pari al -2,2%. Un riduzione però piccola solo in apparenza perché da equivale a circa l’86% del risparmio realizzato nel 2005 rispetto al 2004.

Fra le prime dieci categorie terapeutiche a spesa più alta 6 appartengono al sistema cardiovascolare. Da sole le statine assorbono il 21% della spesa per questa categoria. Rispetto al 2004 la spesa per le statine è però diminuita del 3,4%. Segno meno per tutte tranne che per il medicinale a base di rosuvastatina che ha avuto un incremento di circa il 120% della spesa e delle quantità prescritte. Un aumento che secondo Federfarma non trova spiegazioni scientifiche valide. Un altro dato di difficile spiegazione è la netta flessione del consumo degli omega 3 diminuito di circa il 40% mentre nel 2004 c’era stato un incremento del 37%. I farmaci antiipertensivi rappresentano l’altra grossa voce di spesa per il sistema cardiovascolare. L’apparato gastrointestinale testa invece al secondo posto nella classifica delle classi terapeutiche con maggiore spesa e con maggiori quantità prescritte: dal 2004 la spesa è cresciuta del 4,2% e le confezioni prescritte del 5,7%. Gli inibitori della pompa acida (antiulcera) rappresentano la categoria in assoluto con la spesa più alta e sono costantemente in crescita. Anche i farmaci del Sistema Nervoso Centrale segnano un trend di crescita (+2% nel 2005) e considerando la quota di acquisto a carico del cittadino, il consumo di questi farmaci è già al terzo posto.

Giudicato dagli esperti positivo invece il forte aumento di spesa (+58%) e confezioni (+153%) degli oppioidi, segno di una maggiore attenzione per la terapia del dolore in cui per molto tempo il paese è stato un fanalino di coda nell’area OCSE.

Gli antidepressivi dopo quasi un decennio di crescita fanno registrare una flessione di quasi il 3% della spesa, frutto delle manovre sui prezzi. Il consumo è infatti cresciuto del 3%. Contemporaneamente la spesa per gli antipsicotici sale del 4% mentre diminuiscono le confezioni vendute di oltre il 6%, grazie anche all’introduzione di confezioni ‘ottimali’ e in altra parte allo spostamento verso molecole più costose all’interno della categoria. Infine i farmaci per l’apparato respiratorio: +8,5% rispetto al 2004 e un aumento del 5,3% delle confezioni vendute, un aumento che coincide con quello che sta avvenendo in Europa che ma anche in Nord America a causa dell’aumento dei malati di asma. L’aumento più marcato si ha per i preparati aerosol e per gli antistaminici per uso sistemico.

Si è ridotta, invece, la spesa per i farmaci dell’apparato muscolo-scheletrico: -20% e la prima causa di questa drastica riduzione è dovuta al ‘caso’ Vioxx che ha determinato una diminuzione di spesa di oltre il 60% per tutta la categoria dei Coxib.

Forti, come ogni anno, le differenze fra regione e regione: si va dai 146,20 euro della provincia autonoma di Bolzano ai 268,45 euro del Lazio. La classifica delle regioni che hanno visto la maggiore spesa procapite vedono subito dopo la Sicilia con 247,65 euro e la Liguria con 235,39 euro. Le tre regioni più econome sono state invece la provincia di Bolzano (146,20) quella di Trento (153,41) e il Veneto (166,34). Il calo di spesa registrato dalla Federfarma si è verificato nonostante un contenuto incremento del numero delle ricette (+1,9%) rispetto al 2004. Le ricette nel 2005 sono state invece quasi 478 milioni: in media 8,25 per ogni cittadino. Anche in questo caso, il dato varia notevolmente da Regione a Regione: si va dalle 5,17 ricette pro-capite della provincia autonoma di Bolzano alle 9,44 ricette pro-capite della Sicilia (in Calabria, dove da settembre 2004 è in vigore la limitazione della prescrizione a una sola confezione per ricetta, le ricette pro-capite sono state 10,35).

 

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