SALUTE. Federfarma denuncia i disagi legati alla distribuzione di farmaci presso strutture pubbliche

Molti cittadini italiani incontrano difficoltà nel reperire i farmaci distribuiti dalle strutture ospedaliere o dalle Asl. Questo disagio è emerso dall’XI Rapporto Pit Salute 2007, realizzato da Cittadinanzattiva- Tribunale per i Diritti del Malato e Federfarma ha voluto mettere l’accento sul dato poiché da anni si batte contro tale problema.

Il 31% delle segnalazioni relative alla distribuzione dei farmaci riguarda l’indisponibilità di farmaci in fascia H nelle strutture ospedaliere; il 25% sono segnalazioni di difficoltà nel ritiro dei farmaci distribuiti solo dai presidi sanitari pubblici.

Questo genere di disagi annulla il vantaggio del risparmio associato alla distribuzione di farmaci nelle strutture pubbliche. Le Asl possono acquistare i medicinali dalle industrie produttrici a prezzi più favorevoli rispetto a quelli praticati ai grossisti e alle farmacie, però il cittadino è obbligato a recarsi periodicamente presso queste strutture pubbliche, che spesso hanno orari e giorni di apertura predeterminati, o sono distanti dal domicilio del paziente. Tali ostacoli possono determinare grossi ritardi nelle terapie effettuate con farmaci particolari, con rischi per la salute del cittadino, che invece potrebbe ritirare il farmaco nella farmacia più vicina.

Inoltre, la federazione denuncia la difficoltà di disporre di dati certi sul numero, sulla tipologia e sui prezzi dei farmaci acquistati dalle strutture pubbliche direttamente dalle aziende produttrici, una difficoltà che rende praticamente impossibile quantificare l’effettivo risparmio per le casse pubbliche.

Federfarma è riuscita a concludere con alcune Regioni degli accordi in base ai quali le farmacie possono distribuire i medicinali acquistati dalle strutture pubbliche, ricevendo un compenso ridotto, per non generare aumenti della spesa farmaceutica pubblica.

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