SALUTE. Federfarma: farmaci innovativi, l’assistenza cambia da Regione a Regione

I farmaci innovativi sono distribuiti ai cittadini sul territorio in modi molto diversi da Regione a Regione o tra ASL della stessa Regione: in alcune sono distribuiti in farmacia, in altre passano solo per le ASL. È quanto ha evidenziato oggi uno studio predisposto da Federfarma con la collaborazione di Promofarma. Da qui la proposta di Federfarma: "Individuare, insieme alle Regioni e con il sostegno del Governo, una soluzione che consenta a tutti gli italiani di avere lo stesso livello di assistenza farmaceutica e di trovare sempre in farmacia i medicinali di cui hanno bisogno. Questo risultato si può raggiungere – afferma Federfarma – concordando un unico elenco, uguale in tutta Italia, di medicinali che vengono acquistati dalle ASL e distribuiti dalle farmacie e individuando una remunerazione per la farmacia omogenea sul territorio e conveniente per il sistema".

Durante la presentazione dello studio, è stato evidenziato ad esempio che le epoietine, farmaci per la cura di anemie gravi, sono distribuite quasi totalmente in farmacia in Friuli-Venezia Giulia, ma passano nelle ASL al 90% in Emilia-Romagna, Campania, Piemonte e Val d’Aosta; i farmaci a base di Aripiprazolo, per il trattamento della schizofrenia, sono disponibili in farmacia per la quasi totalità in Liguria, Lazio, Abruzzo e Molise, mentre in Campania per oltre il 50% sono erogati dalle ASL; le persone che hanno subito un trapianto di organo nella Regione Lombardia trovano praticamente tutti i farmaci immunosoppressori in farmacia, mentre in Piemonte devono andare, nel 93% dei casi, alla ASL; e così per diverse forme di patologie e diversi farmaci.

Per Federfarma sono numerose le conseguenze negative: i Livelli Essenziali di Assistenza sono incrinati e disuguali perché talvolta il farmaco si trova in farmacia sotto casa e talvolta bisogna rintracciarlo nelle strutture pubbliche; "la distribuzione diretta da parte delle strutture pubbliche impedisce ai medici di medicina generale e alle farmacie di avere un quadro farmacologico completo dei propri pazienti"; "i farmaci innovativi sfuggono al medico di medicina generale e al farmacista, determinando per questi operatori la perdita della conoscenza diretta delle nuove terapie", e l’amministrazione non ha il quadro analitico tempestivo del percorso dei farmaci dispensati dal Servizio Sanitario Nazionale.

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