SALUTE. Fioroni propone sport a scuola per “far vincere la vita”

Lo sport nelle scuole deve essere per tutti e di tutti e diventare uno degli elementi fondamentali per l’educazione dei nostri ragazzi. Con questo slogan i ministri Fioroni e Melandri hanno presentato oggi le "Linee guida per lo sport a scuola": 10 proposte con cui il Ministro della Pubblica Istruzione intende riaffermare il valore dello sport soprattutto tra i bambini. Ecco le proposte:

1. Diffondere la cultura dello sport
E’ in fase di attuazione un programma di potenziamento degli interventi nella scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado, per lo sviluppo di questo fondamentale aspetto della formazione, per far maturare una nuova consapevolezza sportiva ed etica fondata sul rispetto reciproco, sulla convivenza civile, sull’educazione alla vita. I docenti di educazione fisica, in particolare, sono chiamati al compito fondamentale di offrire agli studenti l’occasione di uno sport vissuto in modo gioioso, manifestando il senso di un sano tifo e di un leale agonismo per educare i tifosi di domani alla considerazione del valore della propria persona, alla passione per l’incitamento della squadra del cuore, al rispetto dell’avversario, al fine di trasformare lo scontro fisico e verbale che oggi caratterizza le tifoserie in scontro creativo per sostenere la propria squadra. In questo contesto di promozione della cultura sportiva si dovrà prevedere la possibilità che tutte le gare dei Giochi Sportivi Studenteschi, a tutti i livelli di svolgimento, siano arbitrate da studenti appositamente preparati da corsi di formazione attuati in collaborazione con le federazioni interessate. Questa scelta potrebbe indurre gli studenti/atleti a rispettare maggiormente il ruolo dell’arbitro riconoscendolo di fatto come un compagno di scuola, ma soprattutto come compagno indispensabile del gioco, al pari di qualunque altro giocatore.

2. Più sport nelle aree a rischio
Finanziare progetti in cui lo sport è utilizzato come strumento per coinvolgere i giovani a rischio e educare alla sana competizione, nel rispetto del compagno/avversario e delle regole, e progetti dedicati ad affrontare il fenomeno del bullismo nel gruppo dei pari. Le attività motorie e sportive possono contribuire allo sviluppo dell’autonomia personale, condizione necessaria per creare un buon rapporto con gli altri e per lo sviluppo di una coscienza civica.

3. Stadi aperti alle scuole e alle famiglie
Lo sport è anzitutto cultura, spirito di confronto e voglia di incontro, una festa e mai si deve trasformare in guerriglia e violenza. Occorre diffondere una cultura sportiva che preveda un tifo leale e corretto che rifiuti le degenerazioni di violenza fisica, oltre che verbale, che allontanano dai luoghi dello sport le persone dotate di senso civico. A tal fine, il Ministero intende sostenere le scuole autonome nella realizzazione delle più varie iniziative volte al raggiungimento di queste finalità, impegnandosi a monitorare, verificare e mettere in rete le migliori esperienze. In questo quadro saranno promosse intese con il CONI e le Federazioni Sportive per assicurare la presenza dei giovani e delle loro famiglie negli stadi. Verranno inoltre sostenute le esperienze interdisciplinari che, anche attraverso la partecipazione ai Giochi Sportivi Studenteschi, siano orientate a coinvolgere i giovani non impegnati direttamente nella gara, affidando loro ruoli diversi quali: giornalista, fotografo, arbitro, giudice di gara, cronometrista, segnalinee, sostenitore della propria squadra con striscioni e cori di supporto in una dimensione di educazione al tifo costruttivo e "rispettoso".

4. Famiglie: sostegno per i figli ma non "tifo aggressivo"
La scuola deve sensibilizzare le famiglie, anche in collaborazione con il forum nazionale delle associazioni dei genitori, per diffondere la cultura dell’educazione motoria e dello sport come momento di formazione, di educazione alla salute e al benessere, di crescita e di socializzazione e non di mera battaglia per la vittoria e il risultato. Per questo è auspicabile coinvolgere periodicamente i genitori e comunque i familiari degli studenti/atleti nelle attività sportive scolastiche, non solo per un eventuale supporto organizzativo, ma anche e soprattutto per una condivisione dei principi educativi che lo sport scolastico può garantire ai giovani studenti protagonisti nei diversi ruoli dell’attività sportiva. Il Ministero promuoverà apposite iniziative di informazione/ formazione, rivolte ai giovani ed alle loro famiglie, sulle corrette abitudini alimentari, anche in relazione alle pratiche sportive, nonché sui gravi danni derivanti dal doping.

5. Educhiamo ad accettare la sconfitta. Più sport per tutti
Perdere fa parte del gioco e dello sport come della ordinaria vicenda umana, è il primo passo verso il miglioramento di se stessi o della propria squadra, una tappa fondamentale per la crescita di ciascuno. Lo sport deve configurarsi come una competizione leale nella quale si rispettano le regole e gli avversari. Tali principi rappresentano una risorsa educativa di fondamentale importanza nel percorso di crescita delle generazioni più giovani e trovano riscontro concreto nelle attività didattiche curricolari ed extracurricolari delle nostre scuole. Queste ultime, peraltro, svolgono una funzione essenziale di promozione dei valori e della cultura dello sport, da intendersi non come un mero "laboratorio di campioni" ma, anzitutto, come momento di partecipazione e di opportunità per tutti. In questo processo educativo svolgono un ruolo determinante i docenti, che sono chiamati nella loro delicata azione quotidiana a sostenere gli studenti nell’acquisire la giusta consapevolezza dei valori olimpici del confronto leale, della pace, della partecipazione e del rispetto.

6. Squadre in campo anche alla fine
Allo scopo di far emergere chiaramente dal mondo della scuola un messaggio forte per le tifoserie ed un esempio di sportività leale e trasparente verrà introdotta la regola, all’interno dei Giochi Sportivi Studenteschi, di far schierare in campo le squadre avversarie al termine della competizione per salutarsi amichevolmente. L’obiettivo è quello di estendere la cultura del "terzo tempo", propria di alcune discipline quali il rugby e la pallavolo, a tutte le gare praticate dagli studenti nell’ambito dei suddetti giochi con l’auspicio che tale esempio possa essere seguito anche dal mondo dello sport a tutti i livelli. In occasione delle gare dei Giochi Sportivi Studenteschi che prevedano trasferte di scuole in altri comuni o province, sarebbe opportuno che la squadra di casa organizzasse un momento culturale accompagnando gli ospiti a visitare i siti storicamente importanti del territorio o una presentazione video o la consegna di brochure per la presentazione delle caratteristiche della Città ospitante, della storia e delle tradizioni del territorio in uno spirito di reciproca conoscenza e amicizia.

7. Sportivi: testimoni di uno sport autentico a scuola
Verranno promossi su tutto il territorio nazionale confronti con testimoni privilegiati del mondo dello sport, come calciatori, arbitri, atleti o giornalisti sportivi, con gli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado. I testimoni forniranno ai ragazzi la possibilità di scoprire in prima persona il lato meno visibile ma più autentico e formativo della pratica sportiva: la dedizione, l’allenamento e l’impegno costante per raggiungere i propri obiettivi, le tante sconfitte prima delle vittorie, l’importanza dell’etica, della correttezza e del rispetto dell’avversario.

8. Giochi Sportivi studenteschi: Premio "Fair Play"
A livello provinciale, nell’ambito delle finali dei Giochi Sportivi Studenteschi, gli Uffici Scolastici Provinciali potranno istituire il "premio fair play" da consegnare alla squadra che ha dimostrato di aver perseguito in modo eccellente prima, durante e dopo le gare, comportamenti che siano espressione dei valori del fair play. Questo tipo di premio è da anni il riconoscimento più ambito nelle manifestazioni della Federazione Internazionale dello Sport Scolastico e trova grande risalto nei bollettini ufficiali delle manifestazioni e nelle pagine web degli eventi.

9. Consulte Provinciali degli Studenti e tifosi non violenti.
Le Consulte provinciali degli studenti potranno avviare rapporti di collaborazione con i gruppi di tifosi chiaramente contrari ad ogni forma di violenza per diffondere l’idea di un tifo appassionato ma corretto, cioè semplicemente "sportivo", e realizzare percorsi con gli studenti. Si proporrà ai presidenti delle Consulte di realizzare nelle province di appartenenza delle ricerche che possano analizzare le realtà delle tifoserie locali. La consulta, in quanto luogo istituzionale di rappresentanza e partecipazione, costituisce uno strumento privilegiato per vivere concretamente i valori della solidarietà, della democrazia, del rispetto delle regole e dei diritti di ciascuno nonchè per promuovere la cultura dello sport in termini di partecipazione, legalità e responsabilità.

10. Scuole Aperte per lo sport e la creatività studentesca
La pratica motoria e pre-sportiva è incentivata anche con le misure previste nella recente legge Finanziaria, destinate a favorire l’apertura pomeridiana della scuola per attività dedicate anche all’educazione motoria e sportiva – da realizzare in rete di scuole – per promuovere e consolidare i rapporti con il mondo sportivo presente nel territorio. Lo scopo è quello di offrire proposte operative per rendere l’istituzione scolastica un prioritario centro di aggregazione culturale, sociale e civile.

 

Comments are closed.