SALUTE. Fumo, Eurobarometro: in calo nei paesi con divieto. Ambiguo il caso italiano

BRUXELLES. Il numero dei fumatori in Europa è diminuito considerevolmente. Secondo quanto raccolto dall’ufficio di statistica europeo, dal 2002, anno dell’ultimo sondaggio al 2005 il numero degli amanti delle sigarette è diminuito del 7% nei Venticinque, il 9% in Italia e il numero di quanti dichiarano di non aver mai provato è salito del 5%. Sono soprattutto le donne (il 57%) a non cadere in tentazione, contro una percentuale piu bassa di uomini (36%). Il numero dei pentiti, che hanno abbandonato il piacere della sigaretta è cresciuto del 3%.

Secondo Eurobarometro poi l’88% dei cittadini europei è favorevole a bandire il fumo dai luoghi di lavoro e l’84% a vietarlo nei negozi e stazioni. Sono in maggioranza, sebbene meno ampia, anche coloro che chiedono il divieto nei ristoranti (77%) e nei bar (61%). Tra chi chiede divieti, la stragrande maggioranza si dichiara "totalmente favorevole" a misure di questo tipo.

In Italia il sondaggio è stato condotto su un campione di mille persone. Gli italiani si dimostrano moto ben disposti verso iniziative che prevedono la proibizione del fumo nei ristoranti: si è detto favorevole o molto favorevole il 90% degli intervistati, il 23% in piu della media europea, piazzando il Bel Paese al quarto posto nella classifica dei più entusiasti delle zone non-smokers.

Anche su un altro punto gli italiani dimostrano di aver molto apprezzato il decreto Sirchia: il 91% tra quelli che hanno risposto al sondaggio ha dichiarato di essere favorevole a bandire il fumo dai luoghi pubblici come metro, aeroporti e negozi, contro una più bassa media europea che si aggira intorno al 77%.

I risultati di questo eurobarometro hanno incoraggiato il commissario Ue per la Salute Kyprianou a sviluppare strumenti per un’azione legislativa che mira a generalizzare in Europa le leggi antifumo come quelle irlandese o italiana. "Le statistiche europee indicano che si fuma di meno nei Paesi in cui è stato applicato il bando nei luoghi pubblici -ha detto oggi il commissario- e le statistiche sono incoraggianti".

Il bando completo o parziale di fumo in bar e ristoranti è attualmente in vigore in Irlanda, Italia, Malta, Svezia, Belgio, Lituania, Spagna, Cipro, Slovenia, Olanda e Scozia, ma altri Paesi, tra cui Francia e l’intera Gran Bretagna, sono pronti ad adottare alcune misure.

Eppure in Italia, nel 2006, a due anni dall’entrata in vigore della legge Sirchia secondo l’Istituto superiore della Sanità, pare che la vendita di tabacco sia cresciuta. Gli ultimi dati evidenziano una ripresa delle vendite nel nostro Paese: un milione di chili in piu’ rispetto al 2005, pari all’1,1%. Un’inversione di tendenza rispetto al triennio 2003-2005, che aveva registrato una diminuzione di oltre 10 milioni di chili. Kyprianou ha comunque sottolineato che da solo il divieto "non è sufficiente", ma bisogna procedere anche con campagne di informazione maggiori di quelle attualmente in atto. Per esempio introducendo i nuovi pacchetti di sigarette con foto dei danni provocati dal fumo, e non solo con scritte. "I dati provenienti dal Canada e da altri Paesi dimostrano che è una misura molto efficace", ha spiegato Kyprianou pur rammaricandosi del fatto che attualmente nell’Ue soltanto il Belgio ha adottato questa misura.

I critici hanno sottolineato che l’Unione europea otterrebbe di più nella lotta contro il fumo smettendo di supportare la produzione di tabacco, persino nel suo territorio, come continua a succedere a Cipro. "Siamo in una fase di transizione. I sussidi già decisi saranno elminati da qui al 2010", ha ammesso il commissario cipriota.

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