SALUTE. Fumo: in Italia il consumo di tabacco rialza la testa

Se non si darà un nuovo impulso alla lotta contro il fumo, le più fosche previsioni relative all’aumento dei decessi da tabacco nei prossimi anni potrebbero venire confermate nel breve-medio termine. Dopo un lieve calo seguito alla raffica di divieti nei locali pubblici, il consumo di sigarette è infatti tornato a salire in Italia (+1% rispetto alle stime precedenti), dove vengono stimati circa 13 milioni di fumatori, di cui il 27% uomini e il 20% donne. Ma il dato più allarmante riguarda gli adolescenti-tabaggisti sotto i 17 anni di età, anno entro cui inizierebbe a fumare l’85% dei fumatori.

Sono questi i dati emersi dalla presentazione della ricerca su "Fumo e adolescenti", presentata oggi al Circolo della Stampa di Milano per iniziativa della Lilt, la Lega italiana per la lotta contro i tumori, secondo la quale nel medio periodo almeno un fumatore su tre morirà prematuramente a causa del fumo, pari a circa quattro milioni di persone. Nel secolo in corso per contro nel mondo potrebbe registrarsi – secondo i dati Lilt – un miliardo di morti da fumo.

"L’aumento dell’1% di consumo di sigarette potrebbe sembrare poco significativo, ma è invece da considerare un’emergenza", ha dichiarato Silvio Garattini, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri, "le guerre sono niente in confronto e i produttori di armi possono essere quasi considerati dei "benefattori" rispetto a chi vende tabacco", ha aggiunto Garattini, richiamando anche la classe politica alle proprie responsabilità. "I nostri politici dovrebbero stare in seduta permanente per capire cosa si può fare. Invece non facciamo nulla per occuparci di milioni di persone a rischio".

Ma quali misure mettere in campo per affrontare la ripresa del tabagismo in Italia? Secondo Garattini occorre sicuramente un cambio di mentalità, ma anche misure forti, in grado di affrontare l’emergenza-fumo. "Servono misure concrete, da avviare subito, come un aumento shock di almeno 1 euro a pacchetto di sigarette. Se in Inghilterra un pacchetto costa circa 7 sterline (10 euro circa, ndr), dovremmo arrivare almeno a 5 euro", ha continuato Garattini, anticipando così l’obiettivo di una diminuzione almeno del 20% del numero di fumatori nei prossimi cinque anni. "L’aumento del prezzo del tabacco servirebbe a scoraggiare soprattutto i giovani, il 23% dei quali continua a comperare pacchetti da 10 sigarette, che andrebbero invece aboliti", ha aggiunto Piergiorgio Zuccaro, direttore dell’Ossfad, l’Osservatorio fumo, alcol e droga dell’istituto superiore di sanità.

Secondo la ricerca congiunta di Doxa e Ossfad su "Fumo e giovani" presentata oggi, i fumatori tra i 15 e i 24 anni sono saliti al 19,9%, con punte maggiori al Nord e Centro Italia, e inferiori al Sud e nelle isole, mentre il 26,6% inizierebbe prima dei 15 anni, il 58,2% tra i 15 e i 17, il 12% tra i 18 e 20 anni e solo il 2,1% oltre i 20. "Oltre ai problemi di salute bisogna aggiungere i costi economici di farmaci e ricoveri, tutte risorse sottratte alla società. Gli idoli dei giovani facciano campagne perché abbiamo bisogno di modelli positivi", ha concluso Garattini.

 

 

 

Comments are closed.