SALUTE. “Garantire l’accesso a cure e servizi sanitari ai sieropositivi”. Appello della LILA

In Italia vivono circa 150mila persone sieropositive e ogni anno si registrano nuove infezioni. Nonostante la sua diffusione, l’AIDS è ancora una malattia molto stigmatizzata e discriminata. Il Governo italiano, inoltre, è responsabile di non aver promosso negli ultimi anni Campagne di informazione e prevenzione degne di questo nome. Ignoranza e pregiudizi completano il quadro di sfondo.

In occasione della Giornata Mondiale di Lotta contro l’AIDS, che si celebra da 20 anni il 1° dicembre, la LILA, Lega Italiana per la Lotta contro l’AIDS, si fa portavoce delle migliaia di persone con HIV/AIDS che vivono, lavorano, studiano nel nostro Paese, denuncia il mancato rispetto da parte del Governo italiano degli impegni assunti nel giugno 2001 e le difficili condizioni di vita, in Italia e nel Mondo, in cui vivono le persone in HIV/AIDS.

Nel 2000 il Governo italiano ha firmato, insieme ad altri 190 Paesi membri dell’ONU la Dichiarazione del Millennio delle Nazioni Unite impegnandosi ad arrestare la diffusione del virus HIV e ad estendere, entro il 2010, a tutti i malati l’accesso a cure e servizi sanitari.

Dopo 8 anni, a meno di due anni dal termine fissato dall’ONU, il diritto di accesso alla terapia, alla diagnostica, alle sperimentazioni cliniche e all’assistenza socio-sanitaria non è garantito su tutto il territorio ed esistono rilevanti divergenze da Regione a Regione.

"Non vogliamo più raccogliere denunce di pazienti rimasti senza terapia perché ritenuta troppo costosa dal centro clinico di riferimento – si legge in una nota dell’associazione – medici che ci presentano lettere ricevute da direttori sanitari in cui li si invita a non iniziare la terapia antiretrovirale a nuovi pazienti per limitare la spesa; direttori sanitari sotto pressione da parte di Regioni che chiedono loro di risparmiare; centri clinici che, a causa dei tagli alla spesa, non sono più in grado di eseguire la diagnostica necessaria alle persone sieropositive. È un dato estremamente drammatico. L’efficacia delle terapie è strettamente condizionata dalla regolarità con cui le si assume".

La denuncia della LILA è rivolta alle insufficienti politiche sociali e alla progressiva riduzione dei fondi stanziati. "In questo modo le persone continuano a venire dopo le esigenze di bilancio". LILA ricorda che "il sociale non è un corollario al trattamento medico o terapeutico e’ parte integrante dei trattamento". "Il Governo italiano rispetti gli impegni assunti nel giugno 2001: fermiamo la diffusione del virus, garantiamo l’accesso alle cure e ai servizi sanitari" è questo l’appello di LILA.

L’associazione ha pubblicato sul sito una lettera aperta indirizzata al Prof. Ferruccio Fazio, Sottosegretario alla Salute e Presidente della Commissione Nazionale AIDS, in cui raffronta la situazione italiana con quella del resto del mondo e si condanna l’immobilismo e l’assenza del governo italiano a livello sia nazionale sia internazionale.

"In 14 Paesi si rifiuta l’ingresso alle persone sieropositive o si richiede di presentare un test HIV
anche per soggiorni di breve durata, in 66 paesi vigono normative speciali per l’ingresso (in 30 è
previsto l’allontanamento coatto).

La LILA denuncia questa ennesima violazione dei diritti umani e pubblica il documento aggiornato "Norme di ingresso e soggiorno per le persone sieropositive nel mondo – Guida Rapida 2008 2009 ".

L’associazione chiede, inoltre, che sii contrasti la criminalizzazione delle persone sieropositive. In molti paesi si stanno introducendo pene severe sulla trasmissione o esposizione al virus contro le persone sieropositive consapevoli. La Lila pubblica la versione italiana di "10 motivi
per opporsi alla criminalizzazione della trasmissione o esposizione al virus dell’hiv".

Infine si chiede al Governo di promuovere leggi giuste ed efficaci sulle droghe. "Il nostro Paese ha una legge in netto contrasto con la politica di prevenzione europea e questo ha creato solo marginalità, aumento delle carcerazioni e del sommerso, esponendo migliaia di consumatori al rischio di contagiarsi con i virus dell’HIV/HCV/HBV. Il documento LILA per Vienna 2009 restituisce un quadro preciso di quello che dovrebbe essere fatto per attuare politiche di prevenzione veramente efficaci.

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