SALUTE. Gfk Eurisko: farmaci da banco online? No, grazie

Farmaci da banco da acquistare online? No, grazie. Solo il 13% degli italiani sarebbe disponibile a comprare i farmaci di automedicazione sul web, se tale servizio fosse disponibile. Sono soprattutto giovani, laureati o diplomati, con un buon lavoro: persone che usano spesso internet e fanno già acquisti in rete. La maggioranza degli italiani, invece, non è interessata alla vendita e all’acquisto online di farmaci di automedicazione. Gli italiani vogliono i farmaci da banco subito, quando servono, e chiedono la presenza del farmacista.

Il quadro emerge da una ricerca svolta da Gfk Eurisko per conto di Anifa, l’Associazione nazionale dell’industria farmaceutica di automedicazione, presentata oggi a Roma. Ebbene: "Il farmacista – afferma la sintesi della ricerca – è considerato dagli italiani un punto di riferimento irrinunciabile per l’acquisto di farmaci di automedicazione poiché è in grado di offrire consigli sul prodotto più adatto da utilizzare e funge da garante della qualità del farmaco: per questa ragione solo un italiano su cinque considera utile la prospettiva dell’acquisto dei farmaci da banco online nel nostro Paese e solo il 13% sarebbe disponibile a comprare i farmaci di automedicazione nel web, se tale servizio fosse reso disponibile".

La possibilità di acquistare farmaci da banco in rete non sembra un bisogno essenziale per l’automedicazione: gli intervistati vogliono avere il medicinale subito, quando ne hanno bisogno, e sanno che in un contesto virtuale non è possibile chiedere consiglio a un farmacista. Gli italiani hanno confidenza con i farmaci OCT (senza obbligo di prescrizione) e di automedicazione: il 61% li ha usati almeno una volta nell’ultimo anno. Solo il 16% degli intervistati afferma con certezza che non è ammessa la vendita sul web, e ben l’81% ritiene che la possibilità di acquisto online di farmaci di automedicazione non sia particolarmente utile o interessante.

Per il presidente dell’Anifa Stefano Brovelli, i cittadini possono accedere online a tante informazioni, non sempre garantite, sulla salute. "E’ necessario – afferma – raccogliere le sfide poste dal web e riflettere sui cambiamenti richiesti al settore dalla sua diffusione tra la popolazione italiana. La ricerca dimostra inoltre, e di questo non siamo sorpresi, che il farmacista è una figura di riferimento per il cittadino, il quale si affida alla sua esperienza e competenza: nonostante il ruolo crescente di internet, quindi, il farmacista funge ancora da punto di intermediazione tra la raccolta delle informazioni online e l’utilizzo del medicinale, poiché il cittadino ritiene fondamentale il suo consiglio prima di procedere con l’acquisto di un farmaco di automedicazione".

Ma qual è il mercato dei farmaci di automedicazione in Italia? Nel 2010 i farmaci senza obbligo di ricetta hanno rappresentato il 17,4% del mercato farmaceutico rispetto ai volumi e l’11,4% del mercato complessivo a valori; sono state vendute 318,5 milioni di confezioni, per un giro di affari di circa 2.212 milioni di euro. La spesa media procapite per i farmaci si attesta in Italia sui 36,5 euro, fra i quali 27,3 euro per i farmaci di automedicazione (esclusi omeopatici, fitoterapici e prodotti di erboristeria), un dato inferiore rispetto a quello di altri paesi europei quali la Germania (54,1 euro) e il Regno Unito (37,6 euro) ma anche la Francia (29,7 euro).

Vendite: nel 2010 i prodotti più venduti sono stati in assoluto, con 109 milioni di confezioni, i farmaci per le malattie da raffreddamento (antipiretici, mucolitici, anti-tosse) seguiti a distanza dai farmaci per l’apparato digerente (oltre 69 milioni di confezioni) e dagli analgesici (oltre 65 milioni).

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