SALUTE. Giornata Mondiale contro l’AIDS, Turco: “Puntare sull’approccio alla persona”

Distribuzione di profilattici a condizioni particolari o addirittura a titolo gratuito, per un determinato periodo di tempo, attraverso i consultori e altre strutture sanitarie. È l’obiettivo di un’intesa tra il ministero della salute e l’associazione che rappresenta le aziende che distribuiscono profilattici sul territorio nazionale. Obiettivo dell’iniziativa è appunto l’adozione di misure che consentano ai giovani di fruire più agevolmente di tali prodotti in un’ottica di prevenzione dell’Aids e delle altre malattie sessualmente trasmissibili. L’iniziativa è stata annunciata oggi nel corso di una conferenza stampa il giorno prima della Giornata Mondiale contro l’AIDS.

Il Ministro oltre a ricordare la nuova campagna di comunicazione che si protrarrà per tutto il 2008 nonché l’evento di domani che si terrà al Palalottomatica di Roma "Scratch AIDS Away" ha fatto il punto sul numero di decessi e quello di nuovi contagi. Se da un lato diminuisce il tasso di mortalità, dall’altro aumentano i nuovi contagi così come l’identikit dell’ammalato. Ogni anno si verificano circa 3.500-4.000 nuove infezioni che si vanno a sommare alla gran parte di quelle acquisite negli anni precedenti: l’aumento della sopravvivenza delle persone sieropositive comporta, anche in questo caso, un aumento del numero di infetti a livello del territorio nazionale. Diminuiscono i tossicodipendenti mentre aumentano le persone che hanno acquisito l’infezione per via sessuale (sia etero che omo/bisessuale) e gli stranieri. Nel 1997 la percentuale dei casi di Aids era infatti costituita per il 58,1% da tossicodipendenti e per il 20,7% da contatti eterosessuali e per il 15% omo/bisessuali; nel 2007 i casi tra i tossicodipendenti sono diminuiti al 27,4% mentre i contatti eterosessuali sono passati al 43,7% e quelli omo/bisessuali al 22%. Aumenta anche l’età delle persone colpite, che, per i casi di AIDS, ormai supera i 40 anni in media.

I dati evidenziano quanto sia necessario "rimettere al centro la persona – ha commentato la Turco – Negli ultimi anni si è infatti puntato quasi esclusivamente sugli aspetti legati alle terapie mentre oggi avvertiamo la necessità di ampliare la sfera delle nostre iniziative puntando molto sull’integrazione socio-assistenziale nell’approccio alla persona".

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