SALUTE. Gravidanza, inchiesta Altroconsumo: troppi esami inutili

La gravidanza oggi è eccessivamente medicalizzata, con una prescrizione in eccesso di esami, ecografie e integratori, ben oltre la necessità e l’utilità dimostrate. Tante attenzioni, in caso di maternità fisiologica, sono da evitare. E’ quanto emerge da un’indagine di Altroconsumo su circa 1700 donne in dolce attesa. La ricerca rientra nella campagna Altroconsumo per la salute, attività di sensibilizzazione e informazione indipendente che l’associazione porterà avanti per tutto il 2007 sul tema della tutela della salute dei cittadini e della qualità offerta dal servizio sanitario.

Dall’inchiesta emerge che a circa metà delle donne intervistate sono state prescritte analisi del sangue oltre a quelle rimborsate dal Servizio sanitario nazionale. Risaltano quantità eccessive di esami di screening per rischi bassi (come l’amniocentesi in giovane età) e di integratori di vitamine e minerali consigliati (il 60% dei casi) che normalmente sono inutili. Per ciascuna donna intervistata risulta una media di 6 ecografie, che va oltre le 3 previste dalle Linee guida nazionali, con il 20% del campione che ne ha eseguito almeno 9.

Per le scelte, sia di specialisti a cui rivolgersi, che di analisi da compiere: il 98% del campione è stato seguito da un ginecologo e solo l’11% riferisce di essere stato seguito anche da un’ostetrica. Altissima, il 70%, la percentuale di donne che si fa seguire da un ginecologo privato, spendendo per la gravidanza in media quasi 600 euro: possibile spia di sfiducia e insufficiente informazione sul funzionamento delle strutture pubbliche. Scarsamente utilizzati i consultori, solo nell8% dei casi.

Per Altroconsumo in questo settore è necessario ridurre le spese superflue. Per fare ciò occorre un richiamo alla deontologia dei ginecologi e un’opera di informazione più puntuale rivolta alle donne, che a fronte di un iniziale costo produrrebbe benefici tangibili, sia sul piano educativo che economico, sul lungo periodo.

 

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