SALUTE. Hiv e Tubercolosi, “priorità assoluta” per Commissario Ue

BRUXELLES. Intensificare la lotta dell’Unione europea contro l’Hiv e la tubercolosi. Questo l’obiettivo dell’incontro che si è tenuto oggi tra il Commissario europeo alla Salute, Markos Kyprianou e gli Alti Responsabili nazionali della Salute Pubblica e i Dirigenti del Centro europeo di prevenzione e di controllo delle malattie (CEPCM) ai quali il Commissario ha richiesto un maggiore impegno per la sorveglianza sui territori comunitari. "La lotta contro l’Hiv e la tubercolosi sono la nostra priorità quest’anno, una priorità assoluta", ha dichiarato Kyprianou.

I centro ha come obiettivo quello di monitorare e armonizzazione i metodi di sorveglianza, controlla e valuta le attività di sorveglianza delle reti di laboratori specializzati al fine di garantirne il carattere ottimale. Incoraggiando la cooperazione tra i laboratori specializzati, il centro favorisce lo sviluppo di una capacità di diagnosi, di individuazione, di identificazione e di caratterizzazione degli agenti infettivi che possono costituire una minaccia per la salute pubblica.

Alla vigilia della giornata mondiale contro la tubercolosi che si celebrerà il 24 marzo, Kyprianou inviterà gli Stati Membri a agire piu energicamente contro questa malattia e incaricherà il CEPCM di mettere a punto una strategia destinata a debellarla. Le malattie trasmissibili possono costituire non solo una minaccia seria per la salute de cittadini, ma possono propagarsi su tutta la superficie della terra in pochissimo tempo. Per poter essere in condizioni di reagire prontamente ed efficacemente in caso di epidemie, è necessario potenziare la capacità dell’Unione di far fronte ai focolai di malattie. Pertanto le autorità europee hanno deciso di istituire un Centro europeo di prevenzione e di controllo delle malattie.

La tubercolosi nel mondo, non e’ stata ancora debellata, anzi si e’ assistito, negli ultimi 20 anni, ad un intreccio perverso tra AIDS e TB tale da incrementare l’andamento epidemico della malattia in Asia e soprattutto Africa. Anche nell’ex Urss si e’ vista una recrudescenza della malattia a causa del collasso del sistema sanitario sovietico all’indomani del crollo del regime, con la conseguenza di un immediato aumento delle malattie infettive. In queste aree a rischio emergono ceppi di batteri tubercolari resistenti a tutti i farmaci (XDR), assai difficili da combattere e se ne teme la diffusione.

In Italia, come nell’Europa industrializzata la tubercolosi e’ in declino, pur restando patologia che affligge le popolazioni immigrate dall’Africa, dall’Asia e dall’Europa dell’Est. La situazione e’ peraltro sotto controllo. I casi per anno di tubercolosi sono scesi a 4.000 e solo 8 sono i casi di TB super-resistente registrati in Italia negli ultimi quattro anni.

Tutti i paesi del G8, hanno ora la conferma della presenza della XDR-TB, (tubercolosi a estesa farmacoresistenza extensively drug-resistant TB), forme che sono state registrate anche in Italia, dove sono stati segnalati una decina di casi, secondo l’OMS). Uno studio italo-tedesco, che apparirà’ sulla rivista Usa di infettivologia "Emerging Infectious Diseases", durato anni, ha individuato, come affetti da tubercolosi XDR, 4 italiani (eta’ 41-49 anni) e 4 stranieri (eta’ 27-61 anni, provenienti da Europa dell’Est, America Latina e Africa) con una mortalita’ del 50 per cento. Due donne italiane di 43 e 49 anni sono morte ed erano resistenti ad ogni tipo di trattamento. Una delle pazienti deceduta era stata ricoverata 625 giorni. Nessuno dei casi individuati era sieropositivo. E’ la prima volta che si riesce a descrivere i risultati sui trattamenti di Tbc in paesi a bassa incidenza della malattia.

 

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