SALUTE. I cittadini europei sono favorevoli alle 3 ore di sport nelle scuole

E’ unanime l’appoggio dei cittadini europei alla proposta dell’eurodeputato ungherese ed ex campione alimpico, Pal Schmitt, sull’obbligo delle tre ore settimanali di educazione fisica nelle scuole. La relazione, approvata all’inizio di novembre, è stata presentata per contrastare il crescente fenomeno dell’obesità infantile; il problema è allarmante, con una percentuale del 25% di bambini in sovrappeso in Europa, che tocca picchi del 30% in Spagna, Portogallo e Italia per i bambini tra i 7 e gli 11 anni.

Ecco le testimonianze di alcuni cittadini europei: Sonia, che arriva dalla Spagna, racconta che nel suo paese vengono dedicate, all’attività sportiva nelle scuole, soltanto 2 ore di 50 minuti a settimana e che, l’introduzione di una nuova legge potrebbe farle scendere addirittura ad un’ora settimanale. L’olandese Jan spiega che in Olanda ci sarebbe una legge che fissa le lezioni di ginnastica per le scuole elementari a 5 ore settimanali, ma che fin’ora non è stata ancora attuata.

Dall’Italia arrivano commenti sul diritto allo sport, importante nello sviluppo complessivo, e la Spagna si lamenta della perdita di "valori come lo spirito di competizione o il gioco di squadra, a favore invece di atteggiamenti sempre più individualistici".Ci sono opinioni anche sulle cause di questa scarsa attenzione allo sport: il disinteresse politico, a detta anche di Rémi, futuro professore di ginnastica in Francia, le nuove tecnologie, che hanno fatto perdere l’abitudine a spostarsi, la mancanza di infrastrutture dovuta a scarsi investimenti e una didattica scolastica insufficiente e poco stimolante.

Ultima, ma non meno importante, è l’opinione diffusa in tutti i cittadini che il movimento fisico aiuti a ridurre i rischi di malattie cardiache, e a mantenere un buon equilibrio mentale, come si diceva una volta: "mens sana in corpore sano".

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