SALUTE. ISS: in diminuzione decessi per mortalità evitabile

Diminuiscono in Italia i decessi per mortalità evitabile, sia tra gli uomini che tra le donne: si passa dagli 83.600 decessi tra gli uomini di età inferiore ai 75 anni nel 1996 a 71.200 nel 2002, con un decremento del 15%; tra le donne si ha un’analoga riduzione (del 16%) che ha portato dalle 42.700 donne decedute per cause evitabili nel 1996 a un valore di 36.000 nel 2002. In sette anni, dunque, sia per le donne che per gli uomini il numero di morti evitabili è sceso in media di uno ogni sei. E’ quanto emerge da "ERA- Atlante 2007- Mortalità Evitabile per genere ed USL", il volume presentato all’ISS nel corso di un convegno, frutto della collaborazione tra l’ISS, l’Università di Tor Vergata, l’ISTAT, il Ministero della Salute e la Nebo Ricerche Pa.

"La mortalità evitabile è un fenomeno molto complesso, che sarebbe semplicistico attribuire direttamente a meriti o carenze specifiche e immediatamente individuabili dei servizi sanitari – conclude la ricercatrice – tuttavia, indicazioni basate sull’evidenza scientifica possono efficacemente contribuire alla stesura dei Piani di Prevenzione che, ai vari livelli, stanno lodevolmente entrando a far parte delle attività del nostro Servizio Sanitario".

  • Mortalità evitabile, differenze di genere

Uomini e donne si differenziano nettamente nella caratterizzazione delle cause di morte contrastabili. Gli uomini, infatti, muoiono soprattutto per tumori maligni dell’apparato respiratorio (circa 16.200 decessi nel 2002) e per malattie ischemiche del cuore (15.600 decessi), seguiti dai decessi per tumore dell’apparato digerente e per incidente (circa 10.000 decessi per ciascuna delle due cause). Diverso è il quadro per il genere femminile, dove spiccano i "big killer", ovvero i tumori maligni del seno e dell’apparato riproduttivo (con circa 8.000 decessi). Altre cause rilevanti, tumori maligni dell’apparato digerente, malattie ischemiche e malattie cerebrovascolari, sono responsabili, ciascuna, all’incirca di 5.000 decessi.

Si evidenzia dunque che per entrambi i generi, e soprattutto per gli uomini, sono appropriate le iniziative di prevenzione primaria, mentre per le donne è opportuno estendere le iniziative di screening, quali quelle riguardanti le mammografie e i Pap-test, che, insieme allo screening per il tumore del colon-retto per entrambi i generi, sono contenute nel Piano Nazionale di Prevenzione Attiva, approvato con l’accordo Stato-Regioni.

  • La geografia della mortalità evitabile

Una polarizzazione geografica è particolarmente evidente per la mortalità evitabile degli uomini: tutte le regioni del nord del Paese hanno valori più elevati della media nazionale, ad eccezione della Liguria e, all’opposto, la Campania e la Sardegna sono le regioni meridionali con i valori più elevati. Nella mortalità evitabile femminile, invece, si ha una situazione più articolata: tre delle quattro regioni del Centro Italia (Umbria, Marche, Toscana) hanno i valori più bassi, mentre il Lazio si segnala sopra la media nazionale; fra le regioni meridionali, in generale, con valori ridotti di mortalità evitabile, si notano le eccezioni di Sicilia e Campania.

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