SALUTE. Ictus, Riabilitatori Neurologici presentano nuova terapia per recupero motorio degli arti

La Società Italiana di Riabilitazione Neurologica ha presentato in questi giorni lo studio sulla "Constraint Induced Movement Therapy". Si tratta di un approccio al trattamento delle disfunzioni motorie degli arti nei pazienti colpiti da ictus basato sull’immobilizzazione dell’arto sano, costringendo di fatto il paziente ad usare quello malato forzandolo fino al recupero funzionale completo o parziale.

In particolare, la terapia, che mira ad una riabilitazione completa dell’arto immobilizzato, è in grado di consentire un recupero tale da permettere una maggiore autonomia nelle attività della vita quotidiana. In funzione di questo aspetto gli esperti hanno usato una scheda di raccolta dati composta dal cosiddetto "Wolf motor function test" e dal "Motor activity log (Mal)". Due questionari mirati, dal cui incrocio delle risposte scaturiscono i dati essenziali.

Lo studio ha coinvolto nove centri specializzati in riabilitazione neurologica. "Con questo lavoro abbiamo introdotto un evidente elemento di novità. – ha affermato la dottoressa Simona Farina, dello staff del professor Antonio Fiaschi dell’Università di Verona – Lo studio multicentrico ha permesso di affermare che l’utilizzo della "Constraint Induced Movement Therapy" (CIMT) associato al trattamento riabilitativo tradizionale, di 2 ore al giorno per 2 settimane, è sufficiente a garantire il miglioramento del movimento dell’arto paretico in termini di frequenza dell’uso, di qualità del movimento e di abilità funzionale. Si è inoltre dimostrato che tale miglioramento non viene ulteriormente incrementato da un maggior numero di ore di trattamento e che i risultati si mantengono nel tempo".

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