SALUTE. Il 12 maggio la Giornata mondiale dei malati di Sindrome di affaticamento cronico

Uno stato di debolezza generale e di stanchezza fisica e mentale che si manifesta soprattutto fra i giovani e fra le donne intorno ai 35-40: è la CFS, Chronic Fatigue Sindrome – Sindrome di affaticamento cronico. E il prossimo sabato, 12 maggio, si svolgerà la Giornata mondiale dei malati di CFS.

La Sindrome di affaticamento cronico, pur essendo stata riconosciuta e classificata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, non è ancora stata dichiarata ufficialmente patologia grave, cronica e invalidante e dunque non ha diritto al riconoscimento di un’eventuale stato di invalidità civile. Non è stata riconosciuta malattia rara e né è inserita negli elenchi delle malattie che danno diritto ad esenzioni di ticket per la spesa sanitaria riguardante accertamenti clinici e strumentali, esami diagnostici o per poter intraprendere percorsi terapeutici. E tutto ciò – sottolinea Cfsitalia – nonostante varie interrogazioni parlamentari sull’argomento e le tante richieste ed appelli rivolti negli anni al Ministero della Sanità da parte dei malati e dei loro familiari.

La sindrome provoca condizionamenti e rinunce nella vita di chi ne è affetto: si esce il minimo indispensabile, tutto diventa faticoso e spesso i malati sono costretti a lasciare gli studi o il lavoro. Il tutto – sottolineano Cfsitalia – mentre la malattia è poco conosciuta anche dagli stessi medici di base. In Italia esistono tre Centri (Aviano, Chieti, Pisa) in cui si possono eseguire, con ricovero, esami di laboratorio e ricerche a carico del Servizio Sanitario Nazionale per la diagnosi "ad esclusione". La C.F.S. si presenta più comunemente nei giovani e nelle donne intorno ai 35 – 40 anni, è quasi assente negli anziani oltre i 65-70 anni e rara nell’età pediatrica.

In occasione della "Giornata mondiale malati di CFS", il prossimo 12 maggio, "vorremmo -affermano le associazioni – sensibilizzare la coscienza e la consapevolezza di quanti osservano dall’esterno l’ardua condizione di questi malati forse in modo distaccato e diffidente inizialmente, ma di cui poi, prestando un minimo di attenzione, potranno obiettivamente comprenderne la gravità e concordare sull’urgenza di aiutare e sostenere quanto prima tali persone". Informazioni, indirizzi e approfondimenti sulla CFS possono essere reperiti sul sito www.cfsitalia.it.

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