SALUTE. Il Governo italiano si impegna contro il traffico illegale dei cuccioli

In Italia verrà presto istituita una task force di esperti del Ministero della Salute che lavoreranno a stretto contatto con la Farnesina per contrastare il traffico illegale dei cuccioli, provenienti dall’Est Europa, soprattutto da Ungheria Slovacchia, Repubblica Ceca e Polonia. Lo ha annunciato oggi il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini, condannando con fermezza questo grave fenomeno durante la conferenza stampa organizzata dal Ministro Franco Frattini, presso il Ministero degli Affari Esteri.

"Questo traffico – ha dichiarato Martini – è divenuto una piaga che mette a repentaglio la salute pubblica esponendola ai rischi collegati sulla mancata profilassi degli animali e alle condizioni igienico sanitarie in cui sono mantenuti. Vengono violate inoltre le norme vigenti contro il maltrattamento degli animali e quelle relative alla tutela della loro salute e benessere – ha aggiunto Martini – Le ispezioni dei Nas parlano chiaro sull’ entità delle violazioni delle leggi: su 1189 ispezioni fatte su esercizi di vendita, allevamenti, strutture di addestramento, attività di dog sitter, servizi di toelettatura, ambulatori privati e canili sanitari, sono state accertate 634 violazioni di cui 102 a carattere penale e 532 a carattere amministrativo".

Tra il 4 luglio e il 30 novembre 2008, i Nas hanno fatto controlli, a livello nazionale, sulle attività di allevamento, addestramento, ricovero e vendita di cani. Il 6,39% delle strutture ispezionate ha subito la chiusura amministrativa e il sequestro giudiziario.

Su 1189 ispezioni sono state accertate 634 violazioni, di cui 102 a carattere penale e 532 amministrativo. Sono state segnalate 346 persone delle quali 89 all’autorità giudiziaria e 257 all’autorità amministrativa. In particolare le ispezioni hanno riguardato 30 attività di Dog sitter, 154 allevamenti, 23 strutture di addestramento, 146 servizi di toelettatura, 217 esercizi di vendita animali, 115 ambulatori privati, 169 canili sanitari e 335 privati.

Per 76 delle strutture ispezionate è stata disposta la chiusura in via penale o amministrativa e precisamente: 9 canili comunali, 49 canili ricovero privati, 12 allevamenti, 3 locali di toelettatura, una clinica veterinaria abusiva, un esercizio di vendita e un deposito di mangimi. Nello specifico sono state accertate violazioni nell’6,67% delle strutture di dog sitter; nel 27,92% degli allevamenti; nel 4,35% delle strutture di addestramento; nel 9,59% degli esercizi di toelettatura; nel 15,21% degli esercizi di vendita di animali; nel 11,30% degli ambulatori privati; nel 29,59% dei canili sanitari; nel 33,43% dei canili privati.

Altri dati preoccupanti arrivano dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali che ha registrato in Italia un rilevante fenomeno di importazione illegale di animali a fini commerciali. In particolare sono stati rilevati problemi relativi a:

  • assenza di vaccinazioni, certificazioni ed identificazioni;
  • presenza non soddisfacente di anticorpi post vaccinali;
  • assenza del passaporto europeo e trasformazione illegale dei cuccioli in "italiani" per poterli vendere a prezzi elevati;
  • cuccioli strappati alle madri troppo presto con rischi di sviluppo di problemi comportamentali;
  • trasporti effettuati illegalmente addirittura in spazi angusti come i bagagliai di automobili.

"Gli impegni presi dal Ministro degli Affari Esteri Frattini e dal Sottosegretario alla Salute Martini sono un’importante risposta positiva alla nostra petizione già sottoscritta da migliaia di cittadini e sono decisivi per contrastare efficacemente il traffico illegale dei cuccioli dall’Est Europa sostenendo Forze di polizia, veterinari, associazioni, negli interventi per porre fine a questa tratta".

E’ quanto ha dichiarato il Presidente della Lav, Lega antivivisezione, Gianluca Felicetti, nel suo intervento alla conferenza. "I reati sono effettuati contro gli animali e contro tutti noi visto che si evade il fisco e si mette a repentaglio la salute pubblica. Ai cittadini chiediamo di evitare di acquistare cuccioli preferendo sempre l’adozione di un quattrozampe, peraltro gratuita, da un canile. Ce ne sono decine di migliaia che attendono una nuova famiglia, questo sarebbe per loro il più bel regalo di Natale" ha concluso Felicetti.

La Lav invita i cittadini a firmare la petizione con cui si chiedono interventi legislativi e maggiori controlli per contrastare la tratta dei cuccioli dall’Est Europa. Tra il 6 e l’8 dicembre prossimi (con repliche nei successivi fine settimana) la LAV sarà nuovamente presente in numerose piazze d’Italia – in particolare a Roma, Milano, Bologna, Bari, Palermo e altre ancora – per raccogliere altre firme a sostegno di questa petizione.

Dal Dossier pubblicato dalla LAV risulta una dettagliata rendicontazione del fenomeno basata anche su dati ufficiali della Federazione Nazionale dei Medici Veterinari Italiani. La mortalità dei cuccioli nella fase che va dal trasporto ai primi mesi dopo l’arrivo in Italia raggiunge il 50%. La carenza di controlli sanitari e la violazione della normativa in materia di vaccinazione (es. vaccinazione antirabbica) comportano elevati rischi sanitari per l’Italia.

Il valore di mercato di un cucciolo importato dall’Est (soprattutto Carlini, Jack Russell, West Highland, ecc.) e spacciato per italiano falsificando i documenti può aumentare fino a 20 volte, con un giro d’affari annuo stimato in 300 milioni di euro.

"E’ stata una giornata in cui la politica ha dato un segnale importante. La veterinaria è pronta a fare la propria parte"- ha detto Raimondo Colangeli, Presidente SISCA ( Società Italiana Scienze Comportamentali -federata ANMVI) nell’ambito della conferenza alla Farnesina. "E’ importante- dichiara Colangeli – che il medico veterinario giochi a fondo il suo ruolo nella crescita culturale del rapporto con l’animale e nel non marginale aspetto sanitario del fenomeno".

Contro il commercio illegale di cuccioli l’informazione al pubblico è il principale deterrente. Ne sono convinti i medici veterinari italiani dell’ANMVI (Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani), impegnati in azioni di prevenzione del fenomeno, attraverso l’informazione agli aspiranti proprietari. Conoscere le principali irregolarità del commercio illegale aiuta a riconoscere la filiera illegale, a non incappare in una frode commerciale, ma soprattutto a rifiutare un fenomeno che ha gravi risvolti sanitari.

L’ANMVI ha realizzato una locandina per gli ambulatori veterinari ( Non è questa la strada per farlo arrivare da te) e invitato le associazioni dei commercianti e i negozi ad esporla. La locandina riporta le principali irregolarità a cui prestare attenzione per riconoscere la filiera illegale e rifiutarla: mancanza del passaporto, mancanza del certificato sanitario, falsificazione dell’età, microchip contraffatto, vaccinazioni non eseguite o irregolari.

Ricordando l’importanza del divieto di acquisto di cuccioli sotto i due mesi contenuto nell’ordinanza in vigore, firmata dal Sottosegretario Martini, Colangeli sottolinea l’importanza della visita pre-adozione: "è fondamentale che il futuro proprietario prima dell’acquisto o dell’adozione abbia un colloquio con un medico veterinario per fare una scelta consapevole, per essere informato degli obblighi di legge, a partire dall’iscrizione in anagrafe canina, e sia nelle condizioni di riconoscere la filiera illegale e di evitarla".

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