SALUTE. Il prezzo di un farmaco salvavita passa da 2 a 24 euro. Interrogazione di Paola Binetti

Il prezzo di un farmaco salvavita a base di benzilpenicillina è passato, da un giorno all’altro, da 2 euro a 24. L’episodio è stato denunciato da un paziente che ha inviato una lettera al Corriere della Sera; alla lettera ha risposto direttamente Guido Rasi, direttore generale dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), che ha spiegato in un comunicato che, essendo disponibile solo in modalità siringa pre-riempita, il farmaco non può più essere a carico del Servizio Sanitario Nazionale, ma da maggio è diventato totalmente a carico del paziente.

Gli onorevoli Paola Binetti e Nunzio Francesco Testa hanno, quindi, presentato un’interrogazione al Ministro della Salute, chiedendo cosa intenda fare per risolvere questa situazione che aggrava ulteriormente le difficoltà delle famiglie italiane già colpite dalla crisi economica. I deputati precisano che la casa farmaceutica Biopharma ha fissato un prezzo che appare proibitivo per il Servizio sanitario nazionale, per cui, pur non essendoci un farmaco alternativo, il malato è costretto a provvedere in proprio.

L’interrogazione fa riferimento anche ad un caso specifico che riguarda un bambino di 4 anni che ha contratto, per recidiva da scarlattina, la malattia reumatica diagnosticata dal reparto di reumatologia dell’ospedale Bambin Gesù di Roma. Al bambino è stato prescritto, come profilassi preventiva e secondo lo standard accettato ed accertato, una dose di Diaminocillina 1.200.000 ogni 21 giorni. Diverse farmacie interpellate hanno confermato che sono reperibili esclusivamente le confezioni per uso ospedaliero non vendibili al pubblico, per il quale sono invece previste delle confezioni con farmaco in modalità siringa pre-riempita. Di conseguenza il paziente deve pagare 24 euro per ogni confezione.

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