SALUTE. In Italia si inizia a bere troppo presto. Il Ministero lancia allarme alcol

L’Italia ha un primato in Europa molto preoccupante: è il Paese con il livello di età più basso di minori che hanno accesso all’alcol, con una media di 12,2 anni contro i 14,6 anni della media europea, immediatamente seguita da Irlanda e Austria, con 12,7 anni. Ben il 19,5% dei giovani tra gli 11 e i 15 anni, quasi uno su 5, dichiara infatti di aver bevuto alcolici nel corso del 2005 nonostante sia in vigore il divieto, sancito dalla legge, di somministrazione di bevande alcoliche ai minori di 16 anni.

A lanciare l’allarme è stato oggi il sottosegretario alla salute, Eugenia Roccella, aprendo la prima conferenza nazionale sull’alcol promossa dal Ministero del Welfare. Attualmente sono oltre 61 mila i soggetti alcol dipendenti in carico ai servizi socio sanitari. Su 100 individui a rischio di sesso maschile 7 sono minori, e tra le donne sono proprio le minorenni quelle che presentano comportamenti più problematici.

Roccella ha fornito i dati del fenomeno legato all’abuso di alcol in Italia: complessivamente sono oltre 740 mila i minori tra 11 e 17 anni classificabili come consumatori a rischio: 470 mila ragazzi e 270 mila ragazze. I giovani tra i 20 e i 24 anni sono la classe di età più interessata dal consumo settimanale di alcolici fuori pasto, immediatamente seguiti da quelli tra i 25 e i 29 anni, ma il fenomeno riguarda in maniera rilevante anche i giovani tra i 18 e i 19 anni, i cui valori sono già superiori a quelli rilevati nel complesso della popolazione generale.

Molto diffuso anche il fenomeno dell’ubriacatura: secondo l’ISTAT ammette di essersi ubriacato nel 2005 almeno una volta quasi il 50% dei giovani maschi di età compresa tra i 20 e i 29 anni ed il 14,6% di quelli fra i 18 e 19 anni. Tra il 30% e il 50% del totale degli incidenti mortali su strada sono correlati all’uso di alcol. Nell’anno 2006 sono stati rilevati dall’ISTAT 238.124 incidenti stradali che hanno provocato 5.669 morti e 332.955 feriti.

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