SALUTE. In aumento i giovani fumatori. Indagine Moige

Ogni giorno nelle tabaccherie italiane si presentano mediamente 8 adolescenti che chiedono di poter acquistare per sé o per i propri genitori delle sigarette, mentre il 37% dei genitori sa che il proprio figlio fuma. Sono alcuni dei dati che emergono dal un’indagine commissionata dal Movimento italiano genitori (Moige), condotta su un campione di 5000 genitori con figli di età compresa tra i 15 e i 17 anni e presentata questa mattina a Roma.
Secondo l’indagine, più di un terzo dei genitori ammette di sapere che il proprio figlio fuma, nel 12% dei casi in modo regolare, e nel 25% sporadicamente. A giocare un ruolo fondamentale è proprio l’esempio dato dagli adulti: maggiore è infatti la percentuale dei ragazzi che fuma regolarmente con un adulto in famiglia che fa altrettanto (21% contro la media del 12%), a differenza di quelli che non fumano mai (72% contro 72% di media) quando in famiglia non ci sono genitori fumatori.

In particolare i peggiori esempi vengono da madri e padri nel sud e nelle isole, dove soprattutto gli uomini fumano senza nascondersi davanti ai figli (33%) e li mandano in tabaccheria a comprare sigarette per loro. Nonostante molti genitori siano a conoscenza delle abitudini dei figli e cerchino di convincerli a smettere, la loro battaglia spesso risulta fallimentare. Riescono infatti nel loro tentativo 3 genitori su 10, mentre l’11% si rassegna davanti al comportamento del figlio che continua a fare quello che vuole.

In generale il 22% dei genitori cerca di capire quali sono le motivazioni che spingono il proprio figlio a fumare, il 63% cerca di discutere con lui spiegando i danni che possono derivare alla sua salute, mentre solo il 3% ricorre a punizioni e minacce. Scuola e medici di famiglia sono gli altri soggetti che aiutano i genitori in questa battaglia. L’indagine rivela infatti che il 36% delle famiglie ritiene che la scuola sia in qualche modo d’aiuto nello spiegare ai ragazzi le conseguenze negative del fumo, soprattutto nelle regioni del nord-ovest, mentre il contributo dei medici risulta efficace, secondo i genitori, nel 31% dei casi.

Il risultato è che, anche a causa di cattivi esempi che vengono sia dai genitori che da amici e parenti (8 ragazzi su 10 hanno amici che fumano e quasi la metà ha qualche parente che fuma in casa), ogni giorno nelle tabaccherie italiane 8 adolescenti si presnetabno chiedendo di acquistare per sé o per i propri genitori delle sigarette. Un’ulteriore indagine, condotta tra 400 rivenditori associati alla Federazione italiana tabaccai (Fit), ha rivelato differenze anche a livello regionale. Se al nord i ragazzi che tentano ogni giorno l’acquisto sono in media 4-5,5, al sud e nelle isole sono tra gli 11 e i 13.

Pur essendo consapevoli del divieto di vendere sigarette ai minori di 16 anni, poco meno di 7 rivenditori su 10 hanno dichiarato di aver negato le sigarette ad un adolescente senza trovare difficoltà, mentre più di 3 su 10, soprattutto al sud ha dovuto fare i conti con insulti e le resistenze dei ragazzi. Spesso quindi accade che proprio in queste aree i rive nditori non chiedono il documento (24%) perché già conoscono il ragazzo e i suoi genitori.

 

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