SALUTE. Infarti o ictus, studio Università di Perugia scopre cause

"È l’endotelio, la parete interna delle arterie, l’organo più vasto del nostro corpo diffuso lungo tutta l’autostrada del nostro sistema vascolare, l’oggetto di nuove ed importantissime scoperte nel campo delle malattie cardiovascolari. Sono sempre l’endotelio e le cellule endoteliali, secondo gli esperti, i depositari della salute del nostro sistema cardiocircolatorio. Un loro malfunzionamento è l’indice di quel complesso processo patologico che innesca le malattie cardiovascolari, dall’insorgenza dell’aterosclerosi all’infarto ed all’ictus".

Lo studio dell’equipe del professor Elmo Mannarino, presidente SISA e Direttore della Clinica Medica dell’Università di Perugia, appena pubblicato sulla rivista internazionale "Arteriosclerosis Thrombosis and Vascular Biology", ha dimostrato "come la concentrazione di microparticelle endoteliali nel sangue sia direttamente proporzionale alla riduzione della fisiologica funzione endoteliale, e costituisca quindi un marker diagnostico precocissimo del danno ischemico".

Secondo il professor Mannarino infatti: "L’endotelio, questa apparentemente innocua tappezzeria delle pareti arteriose è in realtà un vero e proprio organo ormonale, capace di regolare la funzione ed il benessere dei vasi sanguigni. Se è stato ormai chiarito dalle ricerche scientifiche, come il precoce danno endoteliale sia lo "startup" di una serie di processi patologici, non è mai stato semplice studiare con precisione lo stato di funzione dell’endotelio. Ma oggi siamo riusciti ad evidenziare delle microparticelle di origine endoteliale, che in caso di danno cellulare sono precocemente liberate nella corrente ematica (sangue), dove per la prima volta tramite test di laboratorio, possono essere dosate e misurate. La concentrazione di queste microparticelle è direttamente proporzionale al rischio vascolare, e costituisce quindi un marker diagnostico precocissimo del danno che porterà verso la progressione della patologia cardiovascolare. Si potrà quindi conoscere con largo anticipo la tendenza di una persona ad ammalarsi di problemi cardiovascolari, ed con altrettanto anticipo intervenire con farmaci adeguati e con le modificazioni indispensabili degli stili di vita per ottenere una prevenzione primaria più efficace. Fino ad oggi tutte le pratiche diagnostiche, anche di alta tecnologia, erano solo in grado di dimostrare un danno vascolare già in atto, come nel caso della valutazione ecografica delle grandi arterie del collo o degli arti. Un altro passo avanti nella precocizzazione della diagnosi, o addirittura della tendenza verso l’aterosclerosi sembra davvero a portata di mano."

 

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