SALUTE. Influenza A, UNC Calabria: regna la confusione

Confusione, uno stato che oscilla fra allarmismo e rassicurazioni, richieste continue di chiarimenti che arrivano all’associazione e una macchina di prevenzione – con apertura di studi medici e attivazione di un numero verde – che ancora non è partita: è la fotografia scattata dall’Unione Nazionale Consumatori Calabria che fa il punto sulla situazione dell’influenza A H1N1 nella regione.

"L’Unione Nazionale Consumatori Calabria – scrive il presidente regionale Saverio Cuoco – non vuole certo creare allarmismi in merito, ma quello che sta accadendo in questi giorni ha dell’inverosimile e rispecchia in pieno la confusione che regna ancora una volta nel settore sanitario, nel mettere in piedi una macchina efficiente, che allertata ormai da diversi mesi avrebbe dovuto gestire e contrastare adeguatamente l’epidemia influenzale H1N1".

L’associazione denuncia che a settembre era stata annunciata l’apertura di 800 studi di medici di famiglia per almeno dieci ore, il rafforzamento della guardia medica e l’attivazione di un numero verde: ancora nulla. "La maggior parte delle ASL è ancora ferma alla cosiddetta fase 1, ossia alla vaccinazione degli operatori sanitari, mentre i medici di famiglia chiedono alla sanità pubblica di accelerare quanto più possibile la campagna di vaccinazione", continua l’associazione, che rileva anche il problema delle dosi di vaccino inutilizzate perché non tutti si sono poi voluti vaccinare.

Scrive l’UNC: "La salute pubblica è un bene prezioso per cui i cittadini hanno il diritto di sapere con estrema chiarezza e trasparenza se il vaccino antinfluenzale H1N1 contiene elementi tossici per la salute, in particolar modo un adiuvante tossico che è stato aggiunto per lo sforzo di cercare di accrescerne la bassissima efficacia; se corrisponde al vero che in altri Paesi dell’Unione Europea è stato somministrato un diverso tipo di vaccino molto più innocuo, perché per la somministrazione dello stesso a differenza del vaccino antinfluenzale normale, è richiesto il consenso informato, perché a tutt’oggi non è presente nelle quantità necessarie, perché nella fase 2 è prevista la vaccinazione per i cittadini inferiori a 64 anni con patologie e non per coloro che hanno qualche anno in più, cosa ha fatto la Regione Calabria nell’organizzare gli studi medici di famiglia (che a tutt’oggi però non hanno ricevuto alcuna direttiva), nel predisporre il numero verde per le informazioni e soprattutto nell’organizzazione della distribuzione dei vaccini H1N1, considerato che il Ministro della Salute ha avvertito che le dosi sono state inviate alle Regioni per tempo e le inefficienze sono imputabili solo alle stesse".

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