SALUTE. Influenza A, falsa pandemia. Altroconsumo appoggia Consiglio d’Europa

L’influenza A è stata una "falsa pandemia" orchestrata dalle case farmaceutiche pronte a fare soldi con la vendita dei vaccini. La denuncia, riportata dal Daily Mail e dall’Agi, arriva dal presidente della commissione Sanità del Consiglio d’Europa, il tedesco Wolfang Wodarg che ha anche accusato le case farmaceutiche di aver influenzato la decisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di dichiarare la pandemia. Oggi arrivano le prime conferme (ammesso che ce ne fosse stato bisogno): la Francia ha ufficialmente decretato la fine dell’epidemia di influenza A, almeno nelle aree metropolitane: da due settimane, i centri- sentinella segnalano meno casi di quelli necessari per parlare di epidemia, nonostante il virus continui a circolare. Nel nostro Paese, invece, il Ministro della salute Ferruccio Fazio, rispondendo a un’interrogazione, ha annunciato che l’Italia ha annullato metà degli acquisti inizialmente previsti (e cioè i 24 milioni di dosi che avrebbe dovuto fornire la Sanofi). Il bollettino del Ministero annuncia che i nuovi casi stimati delle sindromi influenzali nella 1° settimana (4-10 gennaio 2010) sono 78.000: in costante diminuzione se si pensa che nella settimana dal 30 novembre al 6 dicembre 2009, ad esempio, i nuovi contagi erano stati 224 mila.

Altroconsumo, d’accordo con la posizione del commissario Wolfang Wodarg, fa sapere di aver scritto, a novembre 2009, al ministero della Salute, chiedendo tra l’altro conto dei costi sostenuti dalla collettività per le 24 milioni di dosi di vaccino ordinate all’azienda farmaceutica Novartis e chiarimenti sui termini del contratto tra governo e azienda farmaceutica. "Non abbiamo ricevuto alcuna risposta, ma sono comunque emersi molti punti oscuri", sostiene l’Associazione, "ad esempio uno squilibrio di oneri a favore di Novartis: è la Corte dei conti stessa, che lo ha esaminato, ad avere affermato che il contratto contiene condizioni che vanificano a favore della Novartis tutti i vincoli contrattuali. Tra i molti esempi citati dalla Corte dei Conti: il prodotto potrà essere reputato difettoso solo se la Novartis è d’accordo; non sono previste penali in caso di mancata consegna nei tempi previsti; il ministero si impegna a risarcire senza limiti alla Novartis tutte le perdite collegate a danni provocati dal vaccino a terzi, tranne quelle dovute a difetti di fabbricazione (che, come visto sopra, devono essere riconosciuti dalla stessa azienda)". Altroconsumo fa notare anche la "strana" segretezza dell’accordo: il contratto è stato coperto da segreto di Stato, il che è del tutto inammissibile oltre che (normalmente) impossibile in un contratto pubblico (come rilevato anche dalla Corte dei conti). In contratto ha ricevuto comunque il visto della Corte dei conti, ma solo per il contesto di "eccezionalità e somma urgenza".

"Del resto, per tornare alle parole di Wolfgang Wodarg, "i governi hanno chiuso i contratti con i produttori di vaccini per ottenere grossi ordinativi di siero in anticipo, accollandosi quasi tutte le responsabilità. In questo modo le aziende produttrici si sono assicurate lauti guadagni, senza addossarsi rischi finanziari". C’è da chiedersi però se sia comunque accettabile, anche in presenza di un’emergenza vera o presunta, un uso di soldi pubblici così sbilanciato a favore di un’azienda e a danno dei cittadini", conclude Altroconsumo.

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