SALUTE. Influenza, Altroconsumo: come riconoscerla e curarla

L’appuntamento con l’influenza stagionale è considerato quasi ineluttabile, una fortuna se lo si manca. E sono in molti a pensare di averla presa, quando spesso non è così: facile confonderla con altre malattie da raffreddamento, che presentano sintomi spesso sovrap¬ponibili a quelli dell’influenza, ma che invece sono causate da virus diversi (sono circa 200) che infet¬tano le vie respiratorie. Come fare per riconoscerla? Altroconsumo ha stilato un utile dossier che, partendo dall’individuazione dei sintomi, affronta la più seria questione dell’efficacia e delle controindicazioni del vaccino.

L’influenza vera e propria, che è una malattia respiratoria acuta, si manifesta con l’improvvisa com-parsa di febbre alta, oltre i 38 °C, accompagnata spesso da brividi, tosse, mal di gola, mal di testa, dolori ossei e muscolari. Siccome questi disturbi non compaiono sempre tutti insieme e con la stessa intensità, non è raro scambiare per influenza un mal di gola con febbricola e naso tappato.

Spiega Altroconsumo: "Chi è colpito dal virus influenzale generalmente comincia ad accusare i primi sintomi della malattia tra le 24 e le 72 ore dal contagio. L’infezione si trasmette per via aerea (attraverso il respiro, la tosse, gli starnuti…), ma anche indirettamente: basta avvicinare alla bocca la mano che si è data a una persona contagiosa, che magari in apparenza sembra perfettamente sana. Trascorso un periodo di incubazione, l’influenza si scatena con sintomi tipici: sensazione di freddo e brividi, che sono premonitori di febbre; questa può salire e superare i 38 °C e le si associano vari disturbi, come il mal di testa, dolori muscolari e malessere generalizzato. Dopo due o tre giorni si intensificano i sintomi respiratori: mal di gola, tosse (dapprincipio secca, poi grassa) e dolori al petto. Se la febbre dura generalmente dai due ai cinque giorni, il decorso della malattia si conclude nel giro di una settimana. Tuttavia, per sentirsi di nuovo in forma, bisogna aspettare ancora qualche giorno, quando cioè sparisce la sensazione di stanchezza tipica della malattia".

L’influenza colpisce di solito il 5-10% degli italiani, la maggior parte sono bambini in quanto la scuola è un ambiente che favorisce lo scambio dell’infezione. Al contrario tra gli anziani sopra i 65 anni si verificano meno casi ma il tasso di decesso è più alto.Sono proprio le possibili complicanze a far più paura, soprattutto negli over 65enni. Le persone che hanno più di 65 anni e sono affette da malattie respiratorie croniche, malattie cardiache o con un sistema immunitario compromesso potrebbero andare incontro a polmoniti virali o batteriche. Anche i bambini sono esposti a possibili complicanze: le più probabili sono l’otite, la sinusite e la polmonite.

Come agisce il vaccino? La vaccinazione permette al nostro sistema immunitario di preparare le difese contro i virus prima della stagione influenzale. Ma la vaccinazione non garantisce uno scudo totale perché i virus sono tre e talvolta, mescolandosi tra di loro, danno vita a nuovi virsu: la sua efficacia (negli adulti in buona salute) è di circa il 60-70%, ciò significa che su dieci persone che si vaccinano, 3 o 4 prendono comunque l’influenza (quella vera e propria). Per questo, si tratta di una strategia del tutto da rivedere. Spiega Altroconsumo: "Se molti studi concordano sull’incertezza dell’efficacia del vaccino sulle persone che più ne dovrebbero beneficiare, c’è anche il fatto che la quasi totalità dei dati si basa su studi non sperimentali, a rischio errore, e che anziani e malati cronici sono poco rappresentati nelle sperimentazioni cliniche. Di fronte a questa carenza di dati affidabili, è difficile affermare che la vaccinazione della popolazione a rischio sia una strategia che porta a una reale riduzione di ricoveri e decessi per influenza. Però i governi e le autorità scientifiche sono convinti della sua validità". Intanto, i rimedi della nonna rimangono i più efficaci: tanto riposo e bevande calda

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