SALUTE. Influenza, FederAnziani: “All’Italia costa 3 mld di euro”

L’influenza quest’anno costa alle aziende, allo Stato e alle famiglie quasi 3 miliardi di euro (escludendo i costi indiretti) e oltre 32 milioni di giornate di assenza dal posto di lavoro. Lo rileva FederAnziani nell’indagine nazionale su "Cittadino e vaccino" allo scopo di contabilizzare il fenomeno e tracciare le possibili contromisure.

"Nei paesi industrializzati – ricorda FederAnziani – l’influenza rappresenta la terza causa di morte per malattie infettive, dopo l’Aids e la tubercolosi. Nonostante questo e sebbene siano palesi e ingenti i danni che provoca, si continua a trascurare l’unica arma vincente per combatterla: la vaccinazione". In Italia, infatti, secondo la federazione, il programma di prevenzione è concepito come deterrente alle complicanze della malattia, ossia per bambini e anziani, e non come fattore di risparmio per il sistema economico.

Secondo i dati dell’indagine, solamente il 18% della popolazione si vaccina e di questi il 66% è costituito da persone over 65, che ricevono le dosi gratuitamente dal SSN. Il vaccino, invece, è quasi sconosciuto agli individui dai 20 ai 64 anni – solamente dal 2 al 7% dichiara di assumerlo – e ben tre quarti dei lavoratori non si vaccina mai. Ad essere poco previdenti sono proprio le categorie più a rischio, come gli insegnanti, gli addetti alle poste, i dipendenti della pubblica amministrazione, le forze di polizia e i medici: solo il 23% si vaccina annualmente, il 13% lo fa saltuariamente e ben il 64,1% non lo ha mai fatto.

Il danno per i datori di lavoro pubblici e privati è di 1,9 mld, a cui bisogna aggiungere le mancate entrate dell’Inps, i costi del SSN e delle famiglie per le cure, la mancata produzione, il lavoro dei medici, ecc. FederAnziani, così, propone come soluzioni l’avvio di specifiche campagne di sensibilizzazione per i lavoratori e la possibilità di effettuare la prevenzione all’interno delle 17.000 farmacie disclocate su tutto il territorio. FederAnziani ha calcolato che se si riuscisse a immunizzare i 23 milioni di lavoratori italiani si spenderebbero 117 mln di euro (5 euro per dose), ma i risparmi reali sarebbero almeno di dieci-quindici volte superiori.

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