SALUTE. Influenza H1N1, convegno a Verona su pandemia confusa

Fare il punto sulla pandemia che non ha fatto i danni temuti: è l’obiettivo del forum che si svolge oggi a Verona presso l’ospedale Borgo Trento, organizzato dalla rivista Dialogo sui farmaci, che interviene appunto sul tema "Inchiesta sulla pandemia tra paura, confusione e discredito delle istituzioni". Un’intera giornata per capire il perché dell’allarme associato al virus H1N1 ma anche le modalità di comunicazione e la confusione che ha caratterizzato a livello mondiale le informazioni e la gestione dell’influenza.

Qualche anticipazione dei temi trattati in giornata. Perché parlare di H1N1 ora che non fa più paura? "La pandemia influenzale, come d’altronde la cosiddetta terapia antitumorale Di Bella, la Sars o il rischio di attacco biologico a base di spore di antrace, non hanno ancora visto il tentativo di tirare le conclusioni critiche, né da parte pubblica, né da parte delle associazioni scientifiche – sottolinea Massimo Valsecchi, direttore del Dipartimento di Prevenzione dell’Azienda ULSS 20 di Verona e Direttore di Dialogo sui Farmaci – E purtroppo uno dei limiti culturali (e scientifici) del nostro Paese è proprio l’assenza di un metodo di analisi critica a posteriori delle gestioni degli eventi di sanità pubblica di grande portata".

La pandemia è stata caratterizzata a livello mondiale da tanta confusione. "Per evitare che si ripeta è importante proporre strumenti di comunicazione credibili ed efficaci" sostiene Silvio Garattini, Direttore dell’Istituto di Ricerca Farmacologica "Mario Negri" di Milano. È inoltre importante, continua il farmacologo, domandarsi per esempio: "Se la posizione dell’Oms per quanto riguarda l’uso del termine pandemia e l’attivazione dell’alert sia stato frutto di eccessivo zelo o vittima di interessi industriali. E perché i ricercatori hanno svolto funzioni contraddittorie presentando scenari di alta mortalità, sostenendo l’impiego dei farmaci antivirali che in realtà sono poi stati messi in discussione". Quanto al vaccino, continua Garattini, è arrivato in ritardo: "è stata sbagliata la previsione sul picco dell’influenza che in pratica aveva terminato la sua diffusione alla fine di novembre".

La stessa vaccinazione è stata controversa. I numeri parlano, per l’Italia, di circa 900 mila vaccinati. Al 21 marzo, le segnalazioni di eventi avversi sono state 1.255 (78 per cento riferite a persone tra 18 e 64 anni e il 2.9 per cento a bambini sotto i 2 anni), delle quali solo il 6.9 per cento gravi.

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